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Ambientalisti e Rete Salviamo il Paesaggio sul nuovo piano del traffico di Asti: «Subito ZTL più grande ma i platani vanno salvati»

Prime osservazioni ragionate dopo la presentazione della "rivoluzione" in tema di parcheggi, zona pedonale, piste ciclabili

Osservazioni sul piano

Dopo la presentazione del nuovo piano del traffico di Asti fatta da Rasero, fra i primi ad intervenire con osservazioni e riflessioni vi è un gruppo di associazioni che da sempre si occupa di ambiente e di salute pubblica. Si tratta di una lunga nota firmata da Rete ASTI CAMBIA, Associazione Marabù APS-Il Posto Buono San Marco, Cittadinanzattiva Asti, Cooperativa Della Rava e della Fava, FIAB Asti, Forum Salviamo il Paesaggio, Legambiente Circolo Gaia di Asti, Legambiente Valtriversa, LIPU Asti, Movimento Stop al Consumo di Territorio Astigiano, Tempi di Fraternità ODV, WWF Asti.

Grazie Rasero

«Per prima cosa ringraziamo l’amministrazione Rasero per avere avviato l’iter per un nuovo piano del traffico a distanza di quasi 20 anni dal precedente; la città di Asti ne ha realmente bisogno – come chiunque può notare fermandosi in un qualsiasi punto della città e osservando i veicoli in transito o in sosta. I livelli di inquinamento della città, registrati ormai da anni dalle centraline dell’ARPA, rendono indispensabile un intervento rapido e risolutivo a tutela della salute dei nostri concittadini, che possa contribuire a ridurre il numero di mezzi privati a motore circolanti ad Asti.

Chiesto accesso a tutto il materiale di studio

Aver presentato pubblicamente il piano generale del traffico urbano il 30 luglio scorso ci consente di esaminarlo nel dettaglio prima ancora che venga adottato dalla giunta comunale, anche se ci permettiamo di osservare che il mese di agosto, generalmente dedicato alle ferie di molti lavoratori, non favorisce il procedere nell’analisi della bozza preliminare di Piano in forma collettiva e multidisciplinare e che non ci risulta siano stati utilizzati gli strumenti della democrazia partecipativa per ottenere il massimo coinvolgimento della cittadinanza. Attendiamo, pertanto, la pubblicazione di tutto il materiale presentato durante l’incontro per poter entrare nel merito del piano e proporre eventuali osservazioni; non avendolo ancora potuto esaminare, non possiamo e non vogliamo in questo comunicato stampa esprimere giudizi sul lavoro, durato alcuni mesi, dello studio di consulenza Mondo – ci ripromettiamo di presentare le nostre considerazioni quanto prima – ma vogliamo sottolineare quattro punti che riteniamo di particolare rilevanza.

I dati sul traffico

Il primo riguarda i dati sul traffico presentati nell’incontro: da molti anni chiediamo che venga effettuato uno studio sui flussi in ingresso ed in uscita da Asti, soprattutto per identificare il traffico di attraversamento della città: ovest <-> est (ad esempio entrando da corso Torino ed uscendo in corso Alessandria), oppure sud <-> ovest (ad esempio da corso Savona verso l’Ospedale). Solo sulla base di questi ulteriori dati sarà realmente possibile definire un quadro globale che accerti ad esempio la necessità e le caratteristiche della prevista tangenziale di sud-ovest, oppure la necessità di rendere gratuito il tratto della A21 tra Asti-Ovest ed Asti-Est.

Un piano che duri almeno 10 anni

Il secondo riguarda l’orizzonte temporale del piano: riteniamo infatti non sia sufficiente considerare solo i prossimi due-tre anni, ma sia necessario considerare un arco di tempo di almeno un decennio.  A nostro avviso dobbiamo considerare un piano che consenta di giungere per gradi entro la fine del 2021, secondo quanto previsto dal Piano per la Qualità dell’Aria della Regione Piemonte, ad una zona a traffico limitato pari al 70% del centro storico, ed una zona pedonale pari al 30%. Questi obiettivi sono molto lontani da quanto proposto nello studio, in particolare per la zona pedonale che passerebbe dal 3% attuale al 5%, mentre la ZTL non arriverebbe oltre il 60%.

Serve riforma del trasporto pubblico

Il terzo riguarda la difficoltà, a nostro avviso, di attuare un piano generale del traffico ambizioso come quello presentato, se non abbinandolo ad un piano della mobilità approfondito e credibile: siamo sicuri che, senza una revisione complessiva delle modalità di trasporto pubblico e privato, con massiccio inserimento di piste ciclabili e potenziamento del trasporto pubblico su gomma e su rotaia, gli effetti collaterali ed indesiderati del piano presentato potrebbero essere due: l’abbandono del centro storico da parte di molti visitatori abituali – che preferiranno i centri commerciali ed i grandi negozi esterni al centro – e la congestione del traffico nelle aree di corona alla ZTL nella fasce orarie di punta, con le conseguenze negative già verificate dalle passate Amministrazioni. Risulta imprescindibile legare tutto questo ad un “piano pedagogico di mobilità sostenibile” per la cittadinanza: si possono creare zone pedonali, ZTL, piste ciclabili e servizi di trasporto pubblico potenziati ma se non si lavora sull’educazione del cittadino affinchè sia in grado di capire, condividere e, quindi, usufruire dei servizi messi a disposizione, il piano non troverà l’adeguata partecipazione.

Perplessi sul parcheggio sotterraneo di piazza Alfieri

In attesa di leggere il Piano nel dettaglio, manifestando fin d’ora le nostre perplessità sulla realizzazione del parcheggio sotterraneo in piazza Alfieri, chiediamo quanto meno che, anche nell’eventualità della sua realizzazione, sia prevista la salvaguardia dei platani esistenti, quale patrimonio ambientale, storico e paesaggistico di straordinario valore per la città di Asti. Si tratta infatti di un elemento qualificante e identitario per la comunità astigiana che deve trovare la massima attenzione e riconoscimento, anche in ragione delle problematiche di inquinamento dell’aria e di cambiamento climatico in atto che ne evidenziano ancor più il loro valore. Cogliamo anche l’occasione per ribadire all’amministrazione comunale la richiesta di sostituzione dei due platani recentemente abbattuti in piazza Alfieri con nuove piante di dimensioni adeguate.

Sì al piano delle piste ciclabili

Infine, accogliamo molto positivamente la formulazione  di un “Bici plan” attuabile giá nel breve/medio periodo e chiediamo di completare la direttrice nord-sud dei percorsi ciclabili individuando un collegamento da corso Dante all’area dell’Ospedale a nord e dalla stazione FS al ponte del Tanaro di corso Savona a sud, confermando la nostra disponibilità a collaborare operativamente per individuare e verificare su strada i nuovi percorsi ciclabili».

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