Ci risiamo. Le Antiche Mura di Asti e il Bosco dei Partigiani tornano a essere oggetto di segnalazioni da parte dei cittadini per il deplorevole stato in cui versano. Le prime, in particolare, continuano a distinguersi per il degrado che le attanaglia, da molti anni, in attesa che chi dovrebbe tutelarle decida di prendere seri provvedimenti a riguardo. Articoli sui giornali, interpellanze e ordini del giorno in Consiglio, la possibilità di valorizzarle con progetti mirati (ad esempio come “Luogo del Cuore” del Fai) non possono sostituirsi agli Enti pubblici che hanno, invece, il compito di garantire pulizia, decoro e sicurezza.
Basta fare una passeggiata lungo il polo archeologico (perché si tratta di una zona archeologica come dimostrano i resti degli scavi condotti tra 2006 e 2007 che hanno rivelato una struttura muraria difensiva di origine alto-medievale, più antica del circuito medievale duecentesco tutt’oggi visibile) per capire che la misura è colma: le transenne che delimitano il cantiere archeologico, abbandonato da tempo immemore, sono in parte abbattute e in parte divelte; graffiti e altre scritte con lo spray deturpano le Mura (sono lì dal 2023) insieme a bivacchi e avanzi di rifiuti gettati qua e là e, guardando bene, sotto le arcate delle fondamenta abbondano i profilattici usati, a dimostrazione che quel luogo dev’essere ambito per gli incontri sessuali “clandestini” o a pagamento.
In aggiunta l’illuminazione pubblica continua a essere carente. Passando al Bosco dei Partigiani la situazione non è migliore: ci sono abbondanti tracce di bivacchi e di incontri sessuali nella parte alta, che una volta era interdetta da una rete, poi abbattuta; l’unico campetto da basket ha il canestro spaccato e l’arena, ridipinta di verde dai volontari nel luglio del 2023, è di nuovo imbrattata da scritte, graffiti e disegni. Alle Mura e al Bosco dei Partigiani c’è bisogno di interventi in merito a sicurezza, decoro e per la preservazione del patrimonio culturale. Riappropriarsi degli spazi solo per un giorno, dipingendo le panchine con i volontari, è un segnale, ma non la soluzione.
Una risposta
Purtroppo Asti è quasi tutta ridotta ad un rifiuto urbano. Ovunque immondizia.. nessuno ha il coraggio di dirlo. Non affrontare il problema certamente aiuta l’amministrazione a non riconoscere lo stato delle cose….la brutta abitudine di chi passa per le nostre strade buttando i rifiuti dal finestrino della macchina. Poi per settimane nessuno passa a pulire perché a volte gli stessi rifiuti marciscono per strada per intere stagioni. Ormai la pulizia è riservata al centro storico dove pochi turisti fanno ancora il giretto mordi e fuggi a danno di quelle poche attività che riescono a rimanere aperte.