Piero Angela con la famiglia Nicola
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Aramengo, Piero Angela, Guido Nicola, la musica e i tartufi

Il commosso ricordo della famiglia Nicola per la scomparsa dell’amico Piero Angela

C’è un luogo, sulle colline del Nord Astigiano, dove la notizia della scomparsa di Piero Angela, lascia un vuoto che solo un amico di famiglia può lasciare: è Aramengo. In particolare è il laboratorio di restauro della famiglia Nicola, dove il giornalista e divulgatore scientifico era di casa.

La fraterna amicizia che legava Piero Angela e Guido Nicola, il capostipite, e poi i figli è stata ricordata da Anna Rosa con un post sulla pagina della Nicola Restauri dove ha lasciato parlare l’amico più che il giornalista che, nella prefazione al libro “I Nicola”, raccontava l’incontro risalente ad oltre trent’anni fa.

“La prima volta che mi recai ad Aramengo, a far visita ai Nicola in compagnia del mio fraterno amico Gigi Marsico, provai una strana sensazione – scriveva Angela – c’era infatti qualcosa di veramente sorprendente, quasi di stridente tra quella vecchia casa di paese, così piemontese e contadina, e la modernità dei laboratori di restauro nascosti all’interno. Dietro un portone di quel tipo solitamente ci si aspetta di vedere appese delle pannocchie di “meliga”, non delle pale d’altare del ‘500; ci si aspetta di veder rimestare un pastone per le galline, non un impasto di colore per una Madonna seicentesca… Quella fondata da Guido Nicola, il Patriarca, è una vera bottega d’arte rinascimentale, dove si vive e si lavora in un’atmosfera creativa, circondati da cose belle e stimolati in continuazione da piccole e grandi sfide: ogni “pezzo” che arriva qui è come un amico infortunato, da curare con amore e con perizia. Perché questo è un lavoro che si può fare bene solo se la passione è sempre accesa, come avviene appunto qui”.

Anna Rosa Nicola ha voluto così omaggiare quell’amico che frequentava Guido Nicola non solo per motivi di lavoro, ma anche per condividere le comuni passioni per la musica e per la buona tavola.

«E’ stato spesso da noi – racconta Anna Rosa – per fare dei reportages sul restauro, ma anche per andare in cerca di tartufi con Guido, mio padre, quando si trovava a passare da queste parti. Ce lo presentò Gigi Marsico. Non era raro che la sera si mettesse al pianoforte per intrattenerci con il jazz che tutti apprezzavamo. Il mio è un ricordo rispettoso verso Piero con il quale abbiamo condiviso tanti bellissimi momenti».

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