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Lo scontro

Asili nido: ad Asti più o meno posti?

Il sindaco Rasero e l’assessore Pietragalla replicano alla consigliera Quaglia che conferma tutto: «Si passerà da 312 a 280 bambini. È o no una riduzione?»

Se la matematica non è un’opinione, 280 posti negli asili nido sono meno di 312, ma nell’ultima querelle scoppiata tra l’amministrazione Rasero e la consigliera di minoranza Angela Quaglia (CambiAMO Asti) sono proprio questi due numeri al centro della contesa. Tutto nasce dalla scelta dell’amministrazione comunale di investire 272 mila euro, un contributo erogato dalla Regione, per potenziare il settore degli asili nido, incrementando di 68 unità i posti disponibili, assumere a tempo determinato e part-time una quindicina di educatori ed estendere l’orario di apertura di alcune strutture. Tutto perfetto se non fosse che la consigliera Quaglia definisce «scorrette» le informazioni fornite dal sindaco e dall’assessore all’istruzione Elisa Pietragalla.

«Voglio ricordare al sindaco e all’assessore, che forse vivono su un altro pianeta, che prima dell’insediamento dell’attuale Giunta i posti bambino negli asili nido comunali erano 312 e che gli orari erano differenziati da anni, ma con una maggiore estensione giornaliera. I posti bambino scenderanno di 32 unità, altro che aumento. E anche gli orari si restringono. Con la controriforma targata Rasero/Pietragalla solo un nido su sei effettuerà orario 7,30/18,30. Gli altri effettueranno orari più ridotti».

«Nessuna controriforma o informazione errata»

Il sindaco Rasero e l’assessore Pietragalla non ci stanno, però, a passare per quelli che danno informazioni sbagliate. Spiegano che nello scorso anno scolastico, a causa della pandemia e delle “bolle”, necessarie per impedire che i bimbi potessero avere contatti con altri coetanei fuori dal loro ristretto gruppo, è stata decisa una riduzione dell’orario di apertura dei nidi, con una chiusura anticipata alle 16.30 (tranne la Coccinella aperta fino alle 17.30). Ciò ha prodotto il risultato sperato di un minimo numero di contagi fra i bambini, senza alcuna interruzione del servizio, e di nessun contagio fra gli educatori.

«Pertanto, – replicano i due amministratori – per poter garantire nuovamente un orario di apertura prolungato alle 17.30 (e alle 18.30 per il nido La Coccinella), e l’accoglienza di un maggior numero di bambini nel rispetto dei rapporti numerici educatore-bambino, in linea con le nuove direttive, è stato previsto un importante potenziamento dell’organico, che richiederà l’assunzione di nuovi 15 educatori part-time, per l’anno educativo 2021-2022. Nel concreto, a tutte le domande pervenute entro il termine di scadenza delle iscrizioni del 13 maggio, è stata data la disponibilità di un posto».

«I finanziamenti regionali – continua Rasero – non ci sono ancora e il Comune, per dare una risposta ai cittadini, ha deciso con altre risorse di anticipare l’assunzione di personale per prolungare gli orari fin da subito su tutti i nidi. Le stesse informazioni sono state date in conferenza stampa evidenziando le motivazioni ed i cambiamenti di orario rispetto all’anno precedente e forse la consigliera Quaglia, invece di vaneggiare parlando di controriforma, avrebbe dovuto approfondire la materia cogliendo le motivazioni e i cambiamenti normativi attualmente in essere che stanno alla base dell’organizzazione dei servizi all’interno di un nido d’infanzia. Ma si sa, a lei questo non interessa».

L’assessore Pietragalla sottolinea che «in primo luogo il prolungamento dell’orario in un nido dipende dal regolamento comunale che prevede, affinché si possa attuare un orario prolungato, la presenza minima di almeno quattro domande di famiglie che richiedono tale orario. Garantire degli orari prolungati con l’organizzazione prevista dalla nuova normativa è un primo passo importante che il Comune, in linea con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, sta portando avanti con grande impegno».

Quaglia risponde: «Vediamo i numeri»

Ma chi ha ragione sui numeri dei posti disponibili? Quaglia o Rasero? La consigliera non ritratta quanto affermato e assesta un secondo affondo, questa volta con un’interrogazione nella quale rimanda al mittente ogni ipotesi di «vaneggiamento».

«È vero o non è vero che all’inizio del suo mandato i posti bambino negli asili nido comunali erano 312 e oggi, grazie al contributo regionale, diventeranno 280? È o non è una diminuzione di posti? – domanda la consigliera nell’interrogazione – È vero o non è vero che l’orario di apertura dei nidi era dalle 7,30 alle 18,30 in quattro asili e in altri due fino alle 17,30? Ora ce ne sarà uno soltanto aperto fino alle 18,30. È o non è una riduzione di orario? È vero o non è vero, in buona sostanza, che si tratta del ridimensionamento dei posti bambino e dell’orario di apertura degli stessi, e questo nonostante il contributo regionale?»

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