Asti: 9 domande al candidato Massimo Cerruti
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Asti: 9 domande al candidato Massimo Cerruti

Il candidato del Movimento 5 Stelle spiega le principali innovazioni che intende apportare alla città nel caso fosse eletto domenica al ballottaggio

La sicurezza rimane un nodo da risolvere molto importante e molto sentito dai cittadini. Cosa farete al riguardo?

“La prima cosa da fare è migliorare la città in termini di ordine e pulizia. Una città con più ordine è anche una città più sicura. Poi bisogna rivitalizzare il centro. Se ci sono attività, se ci sono negozi aperti questo crea automaticamente una maggior sicurezza. Poi creare lavoro significa fare girare più denaro e se la gente sta economicamente bene non è portata a rubare e questo determina una maggiore sicurezza. Queste sono azioni a medio e lungo termine. Ci sono poi azioni da realizzare nell’immediato come ad esempio fare in modo che il sindaco abbia un maggiore peso al tavolo della sicurezza, migliorare l’utilizzo delle telecamere, che devono essere funzionanti e distribuite nei punti nevralgici. Bisognerà poi creare una centrale operativa unica della polizia municipale con un addetto che le monitori per tutta la giornata. Inoltre, la polizia municipale dovrà essere riorganizzata, conferendole anche maggiori incarichi”.

E per quanto concerne i campi nomadi?

“Anche qui due azioni, una a medio termine e una a breve termine. A breve termine bisognerà riportare alla legalità certe azioni, mi riferisco al trasporto di materiali di dubbia provenienza con mezzi non a norma, roghi, abusi edilizi. A medio termine bisogna aprire uno spiraglio all’integrazione, dare un accompagnamento dei bambini ad esempio, ovviamente per chi vuole essere integrato. Chi ha i soldi per acquistarsi una casa se la deve comperare. Non si possono più spendere i soldi dei cittadini per sistemare le cose dei nomadi. Ci sono molti fondi europei da utilizzare per l’integrazione che noi dovremo utilizzare.”

Il problema profughi?

“Il discorso è analogo. Occorre fare integrazione vera e ben fatta. Se abbiamo già raggiunto la quota di legge del 3 per mille, non bisogna più fare arrivare nessuno e puntare maggiormente sui progetti Sprar”.

La disoccupazione è ancora molto alta anche nella nostra città. Cosa potrai fare, una volta sindaco, per migliorare l’occupazione?

“Una quota di lavoro la si può ottenere attraendo aziende sul territorio. Questo lo si può fare creando dei servizi idonei e una zona industriale idonea ad ospitarli. Anche una maggiore sicurezza potrà favorire l’arrivo di nuovi imprenditori. Dobbiamo poi rivolgerci ad aziende che diano un valore aggiunto al territorio. Bisognerà puntare anche sul rinnovamento energetico”.

Il commercio nel centro storico da tempo langue. Come penserete di rilanciarlo?

“La prima cosa da fare è bloccare la grande distribuzione, evitare che se ne impiantino altre vedi Agrivillage o Le porte del Monferrato. Bisogna creare occasioni di svago che interessino le aree del centro. Ampliare la zona pedonale e ristudiare il piano dei parcheggi”.

E la grande distribuzione?

“Come già detto bisogna fermarla, evitare che ne arrivi altra”.

Farete una vera isola pedonale, estenderete l’attuale Ztl?

“Prima bisogna parlare con chi abita in questa zona, solo così si potrà mettere in piedi un progetto di pedonalizzazione che porti un vantaggio e sia ben vista da tutti.”

Il vostro progetto di cultura?

“Asti ha bellissimi musei, ma sono chiusi. Noi li vogliamo aprire. Si potrà creare una Fondazione per avere più disponibilità economica, con una gestione più manageriale. Migliorare la fruizione della biblioteca e creare una mostra all’anno di respiro internazionale per attrarre turisti.”

Circolano su facebook voci che tu, da dipendente della Provincia, abbia svolto lavori per conto di privati senza l’autorizzazione dell’ente. E’ vero? Chiariscici la questione.

“Ti ringrazio della domanda che mi consente di chiarire voci che non hanno senso. Sono dipendente della Provincia part-time e ho il diritto di esercitare anche la professione privata. Quando si fanno lavori esterni bisogna chiedere l’autorizzazione all’ente, ma a farlo deve essere il datore di lavoro terzo. In qualche caso questo non è avvenuto non per colpa mia e io ho girato il mio compenso all’ente provincia”.

Flavio Duretto

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