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Asti ai suoi sindaci: «Istituite subito la tassa di soggiorno»

Si accelera per la fusione delle ATL di Asti, Alba e Bra, ma servono soldi e il capoluogo astigiano chiede a tutti i sindaci di istituire la tassa di soggiorno dopo il riconoscimento turistico

Turismo: Asti incontra Alba per il piano operativo

Mercoledì mattina si è svolto un incontro tra Comune di Asti, l’ATL, Mauro Carbone (direttore dell’Ente Turismo Alba Bra Langhe Roero) e Marco Scuderi dell’ACA, Associazione Commercianti Albesi.

Un confronto tra le due realtà turistiche, Asti e Alba, in procinto di fondersi per dare vita a una nuova grande Agenzia turistica condivisa. A rappresentare l’amministrazione di Asti c’era l’assessore Loretta Bologna, per l’ATL il presidente Luca Mogliotti insieme a Wanda Migliore.

E’ stato un confronto molto costruttivo nel quale sono stati decisi alcuni passaggi formali, urgenti e strategici, per arrivare alla nascita della nuova Agenzia turistica entro fine anno.

Primo step: convocare le rispettive assemblee dei soci e spiegare loro l’iter di fusione.

L’assemblea dell’ATL astigiana si terrà il 25 settembre, quella albese il 28. I soci, che nella nostra Agenzia sono Comune di Asti, Provincia, Fondazione CrAsti, Camera di Commercio, Regione Piemonte, Ascom, Gal Basso Monferrato Astigiano e altri 43 Comuni (secondo quanto riportato dal sito ATL), dovranno in seconda battuta adottare le procedure di dismissione delle quote e votare l’ingresso nel nuovo sodalizio che, secondo una prima ipotesi, potrebbe chiamarsi “Agenzia Turistica Langhe, Roero e Monferrato” come l’associazione che tutela le zone Unesco.

Ma c’è un secondo step, molto più delicato e fondamentale, che riguarda tutti i Comuni astigiani non ancora iscritti all’ATL o non ancora riconosciuti come turistici dalla Regione Piemonte.

Istituire la tassa di soggiorno ovunque

«E’ nostra intenzione informare tutti i sindaci astigiani di quello che è l’iter di fusione delle agenzie turistiche, prima via pec, poi incontrandoli con i segretari comunali, suggerendo loro di provvedere all’approvazione delle pratiche per essere riconosciuti come Comune turistico – spiega l’assessore Bologna – Si tratta di un passaggio fondamentale per poter istituire la tassa di soggiorno nei rispettivi territori. Poi speriamo che si iscrivano tutti alla nuova ATL “Asti-Alba” perché Asti investirà almeno 120 mila euro all’anno nell’Agenzia e confidiamo che i Comuni ne mettano 80 mila. Anche la Fondazione sostiene il progetto e più enti locali ci saranno, più la Regione contribuirà in proporzione fino al 40% del capitale sociale».

E’ però vero che gli albesi investiranno tre volte tanto la cifra di Asti e questo non fa che confermare la necessità che tutti i Comuni astigiani aderiscano al progetto per garantire un importante contributo economico, senza il quale la nostra provincia sarebbe penalizzata nella nuova assemblea dei soci. A perorare la causa di essere tutti uniti, e di non pensare ognuno al proprio orticello, ci sta pensando l’ex sindaco Giorgio Galvagno che da mesi pubblica su Facebook i suoi “viaggi nelle terre astigiane” nei quali mostra le bellezze dei paesi, incontra gli amministratori e spiega loro il motivo per cui la strada verso Alba sia strategica per un piano di sviluppo del territorio. Un progetto che non si chiama Enolandia, ma nel quale il vino resta il leitmotiv dominante.

Ancora da sciogliere il dubbio su chi andrà a rappresentare l’Astigiano nel nuovo Consiglio di amministrazione. Il sindaco Rasero aveva dichiarato che Asti non avrebbe chiesto poltrone, meno che mai la presidenza, ma è logico pensare che un membro del Consiglio sarà espressione della parte astigiana dell’Agenzia.

Le garanzie per il personale

«Iniziamo a realizzare qualcosa insieme e dalla teoria passiamo alla pratica» commenta il presidente dell’ATL Luca Mogliotti che convocherà l’assemblea del soci per condividere il piano d’azione delle prossime settimane.

La nascente Agenzia turistica “Asti, Alba e Bra” dovrà assorbire l’attuale personale dei rispettivi organigrammi e per Mogliotti la salvaguardia del posto di lavoro dei suoi dipendenti è da sempre uno dei punti più importanti di questa fusione. «Non solo il mio obiettivo è quello di preservare l’occupazione esistente, – sottolinea – ma credo che un’Agenzia di questa importanza debba assumere nuovo personale».

Asti manterrà la sede della “sua” ATL in piazza Alfieri, ma l’idea è di allestirne un’altra in piazza San Secondo, al piano terra del municipio dove oggi c’è l’Ufficio Protocollo.

Il presidente torna a parlare anche di Alessandria che avrebbe voluto nella partita fin da subito, ma dopo alcuni incontri con le istituzioni locali ha preso atto che, prima di tutto, l’Alessandrino deve confrontarsi internamente per comprendere come muoversi in maniera sinergica. In quel di Alessandria, infatti, ci sono zone come l’Acquese e il Casalese che hanno dinamiche turistiche proprie, quasi indipendenti dal capoluogo di provincia. Non a caso l’amministrazione di Casale Monferrato, non felice di essere stata “scaricata” da Asti in favore di Alba, non avrebbe intenzione di restare isolata e sembra che abbia già preso contatti informali con Asti per discutere di un suo futuro ingresso nella nuova Agenzia turistica.

Porte aperte, ma non subito

Nel medio periodo è difficile che Alessandria possa essere accolta nel nuovo sodalizio, ma per Casale la strada potrebbe essere più semplice. Gli albesi non hanno messo alcun diktat sulla futura estensione dell’Agenzia a nuovi territori, ma il primo tempo della partita sarà esclusivamente un triangolare Asti, Alba e Bra senza altri giocatori che, seppur campioni, dovranno rassegnarsi a restare in panchina.

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