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Asti: ambulanti in piazza, ma contro il DPCM

Contestano il DPCM che ha penalizzato i banchi dei mercati e chiedono aiuti concreti per andare avanti

Sabato mattina, ad Asti, la manifestazione di protesta degli ambulanti che animano i mercati: “Vogliamo poter lavorare”

Chiedono di lavorare, di non essere “discriminati” rispetto ad altre attività analoghe e sono pronti a far sentire la loro voce, sabato mattina, in piazza Libertà. Gli operatori del mercato di Asti contestano parte del nuovo DPCM che ha, di fatto, azzoppato i mercati degli ambulanti costretti a chiudere i banchi se non sono tra quelli che vendono generi alimentari.

«Protestiamo perché riteniamo che il nuovo DPCM del 3 novembre contenga delle forti incongruenze e diverse restrizioni dedicate solo alla categoria di commercio ambulante, non giustificate da esigenze igienico-sanitarie di limitazione del contagio – fanno sapere gli ambulanti – Riteniamo quindi sia fondamentale manifestare queste nostre perplessità in una pubblica e pacifica manifestazione sabato 14 novembre in piazza Libertà».

Gli ambulanti arriveranno in piazza intorno alle 10 per poi iniziare la protesta alle 11 portandosi, al massimo, nell’area pedonale di piazza Alfieri nei pressi dei portici Anfossi.

“All’aria aperta il virus si propaga meno”

Le richiese degli ambulanti sono presto dette: «Siccome tutti gli esperti concordano nel ritenere che all’aperto sia molto più difficile il propagarsi del virus Covid-19, – spiegano – non si comprende come sia consentita la vendita di determinati generi presso il commercio fisso e non nei mercati, visti i protocolli che sono stati studiati e a cui ci siamo adeguati. Il ristoro per il blocco dei mercati deve prendere come presupposto il fatturato o le spese vive che tutti i mesi abbiamo e non l’utile. Avere protocolli da seguire per aprire è un ragionamento che siamo disponibili ad assecondare, ma la pregiudiziale chiusura dei mercati è un approccio errato che, come vediamo dai numeri attuali, non sta portando a risultati utili ed ha l’evidente effetto collaterale di distruggere un tessuto economico e sociale importante per la città.

Il lavoro è, per Costituzione Italiana, un bene di prima necessità». Analoghe proteste si svolgeranno anche ad Alba e Torino.

Riccardo Santagati