anita1
Attualità

Asti, “Anita e i suoi fratelli” realizzano un luogo del cuore dove tutti possono giocare insieme

Il progetto di un maneggio riconvertito e adattato a misura di disabile. Grazie alla mamma di Anita, bambina con sindrome di Down. La sua storia in un libro

Silvia, Ruggero, Carolina, Guendalina, Duca: sono i nomi dei partner pelosi dalle orecchie lunghe che hanno trasformato un comune maneggio in un luogo in cui l’inclusività di persone con disabilità viene praticata e sperimentata giorno per giorno.
Loro sono gli asinelli della onlus “Anita e i suoi fratelli”, una realtà unica nel suo genere in provincia di Asti nata dalla competenza professionale e dall’esperienza personale di Chiara Bertinetti.
Lei è la mamma di Anita, una bimba di quasi tre anni e mezzo nata con la sindrome di Down.
Fino alla sua nascita la sua mamma, Chiara, con una formazione specifica in ippoterapia, gestiva un’azienda agricola a Portacomaro con annesso maneggio.

Anita gioca nelle foglie con la mamma e i fratelli

«Ma Anita ha cambiato tutto – dice Chiara – tutta la famiglia si è trovata di fronte alla necessità di comprendere la sua diversità». Certo si partiva da una sensibilità già molto sviluppata nei confronti di persone disabili, ma il vero cambiamento della mamma, del papà e dei fratelli di Anita è stato quello di guardare il mondo con gli occhi della piccola, invece di guardare lei con gli occhi di chi non è portatore di disabilità. E questo ha fatto la differenza.
«L’idea dell’associazione è nata appena ci siamo resi conto dell’importanza di far comprendere a tutti il significato profondo del concetto di “vita indipendente” – spiega Chiara – che non significa solo autonomia nei movimenti e negli spostamenti, ma anche e soprattutto autodeterminazione e diritto a vivere i propri sogni, le proprie aspettative, i propri desideri, le proprie emozioni. E il ruolo di genitori ed educatori non deve essere relegato a quello di semplice accudimento».
Desideri ed aspettative che sono dimensionati all’età della persona disabile.
E questo, per quanto riguarda ora Anita e gli altri bambini, equivale prevalentemente ad un diritto al gioco a loro misura.

Anita incontra l’attore Luca Argentero

Di qui l’idea di ripristinare l’area del maneggio di Portacomaro per trasformarla in un luogo di gioco puro in cui si sarebbero incontrati bambini disabili e non. Un posto per tutti per giocare insieme e per esplorare la natura.
«Lavoriamo molto con i cartelli in Comunicazione Aumentativa Alternativa studiata per disabili, stranieri, bambini in età prescolare, anziani con problemi di demenza. Si tratta di illustrazioni chiare ed intuitive che si trasformano in uno strumento di gioco. E poi abbiamo allestito un percorso multisensoriale da godere sia con i piedi che con le mani per chi non può camminare. Anche l’ortoterapia è una delle nostre attività: in campo aperto per chi può e nei cassoni per l’accessibilità anche in sedia a rotelle».
Ma le vere star sono loro, i cinque amici pelosi addestrati ad accompagnare bambini e disabili di ogni età che regalano calore e affetto senza pari.
«Tutti gli eventi sono gratuiti o ad offerta libera e ogni tanto lanciamo delle campagne di raccolte fondi – dice ancora Chiara – Finora abbiamo organizzato cicli di incontri di gioco inclusivo, esperienze di pernottamento in tenda in natura, serate di osservazione delle stelle con il Gruppo Astrofili Astigiani, partecipazione a eventi culturali, estate ragazzi con l’associazione Missione Autismo di Asti e quella gestita dalla Vedogiovane, incontri e conferenze nelle scuole, come quella alle elementari di Motta e Portacomaro. In progetto l’inserimento lavorativo di persone con vari tipi di diversità e un altro progetto destinati ai fratelli e alle sorelle di persone con disabilità».
Chiara non è sola in questa attività che ogni giorno avvicina di più Anita al resto del mondo e il resto del mondo ad Anita e ai bambini come lei. Il consiglio direttivo di Anita e i suoi fratelli è presieduto da Marco Costacurta con il vice Daniele Vagoni, segretario Chiara stessa e tesoriere Simona Graziano. Consiglieri Joseph Bertinetti, Donatella Giannini, Paola Malfatto, Cristina Brunelli, Sara Morandi, Francesco Bocci.
La sede è a Costigliole in Strada Sotto Rocche 11 e tutte le attività della onlus si possono seguire sulla pagina Facebook “Anita e i suoi fratelli”.

Il mio biberon è mezzo pieno

Anita, grazie alla sua vulcanica mamma, è già una piccola star a soli tre anni e mezzo.
Questo grazie al libro “Il mio biberon è mezzo pieno – Speciali non si nasce… si diventa!” firmato dalla mamma Chiara Bertinetti che ha scelto lo strumento della scrittura sotto forma di diario per raccontare il suo arrivo.
E lo scrive in prima persona dando voce ad Anita, con l’ingenuità e la semplicità di una bambina che si accorge di cosa le capita intorno anche se non sempre lo capisce.
Sono già state numerose le occasioni di presentazione e di letture pubbliche, una anche con Roberta Bellesini come lettrice.

Presentazione pubblica del libro di Chiara da parte di Roberta Bellesini

Un libro agile e breve ma molto toccante che riconduce chiunque legga le sue pagine a misura di neonato, con le sue domande disarmanti.
Alcuni passaggi, pur con la lievità e la sottile ironia di cui è capace Chiara, sono come un pugno nello stomaco.
Come quando Anita, appena nata, si accorge di avere un colore della pelle diverso da quello degli altri neonati: «L’ho capito quasi subito che quello strano, freddo silenzio era colpa della mia pelle.
Non ero pronta ad essere diversa da come mi sognavano». Chiara, con la voce di Anita, racconta lo sgomento di quella nascita, i pianti dei primi giorni a casa, la disperazione di non saper affrontare “il signor Down”, l’incredulità del perché “proprio a noi?”.
Ma poi arrivano le magie della vita di Anita: «Il mondo dei grandi è pieno di cose magiche. I nonni, per esempio, loro sono magici davvero, sono fatti di sorrisi».
E insieme ai nonni ci sono i fratelli che Anita adora e dai quali impara tanto perché la trattano come una di loro, non sono come i genitori che con lei non si arrabbiano mai.
Alcuni passaggi sono un tuffo al cuore: «Oggi sono andata a fare il richiamo per i vaccini ma la mamma deve aver sbagliato giorno; era il giorno dei bambini prodigio, infatti sapevano fare tantissime cose difficili come tenere su la testa, sorridere a tutti, provare ad afferrare le facce delle loro mamme. Non preoccuparti mamma se non riesco ancora a guardarti negli occhi. Ti sento».

Il libro si può richiedere contattando il sito  anitaeisuoifratelli.org o attraverso la pagina fb della onlus.

Daniela Peira

 

Condividi:

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su whatsapp
WhatsApp

Scopri inoltre:

Edizione digitale
Precedente
Successivo

Per la tua pubblicità su
la nuova provincia

Agenzia Publiarco
chiama il n. 0141 593210
oppure invia una mail