Asti aspetta ancora i suoi 4,8 milioni
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Asti aspetta ancora i suoi 4,8 milioni

Il 30 novembre è passato da più di 2 settimane e dei 4.800.000 euro che il Governo avrebbe dovuto versare al Comune di Asti non si è ancora saputo nulla. A lanciare l'ennesimo grido

Il 30 novembre è passato da più di 2 settimane e dei 4.800.000 euro che il Governo avrebbe dovuto versare al Comune di Asti non si è ancora saputo nulla. A lanciare l'ennesimo grido d'allarme è il sindaco Brignolo che ricorda come questi soldi, attesi dopo la parziale soppressione dell'IMU e collegati al "Fondo di solidarietà comunale", non sono stati versati e «vi è il fondato rischio che il pagamento slitti all'anno prossimo lasciando all'asciutto la cassa comunale la quale, in questi giorni, deve far fronte a fornitori, prestatori di servizi e, entro fine mese, tredicesime e stipendi». Anche il presidente Anci Piero Fassino ha scritto a Letta per denunciare quanto sta accadendo in tutti i comuni ma, secondo l'assessore al Bilancio Cannella, gli stipendi e le tredicesime saranno comunque garantiti. I fornitori, invece, dovranno aspettare così anche i prestatori di servizi.

Domenica il sindaco Brignolo ha partecipato all'assemblea nazionale del PD e lì ha potuto sollecitare il neo segretario Matteo Renzi «a battere i pugni sul tavolo affinché il Governo sblocchi questa inaudita situazione». L'idea di rivolgersi a Renzi non è però piaciuta al consigliere dell'opposizione Angela Quaglia che commenta: «Credevo che Brignolo fosse il sindaco di tutti e non di quella parte di astigiani che lo ha eletto all'assemblea nazionale del PD, incarico per il quale si è molto attivato in questo periodo. Credevo (e credo) che Brignolo avrebbe dovuto usare i canali istituzionali per manifestare le difficoltà del Comune e battere i pugni: il prefetto, i due deputati astigiani, il presidente dell'Anci e il ministro per gli Affari Regionali. Invece Brignolo va da Renzi.

Mi piacerebbe che la stessa ambizione e lo stesso attivismo che manifesta per le cariche (Cassa di Risparmio, assemblea nazionale del PD) il nostro sindaco li mettesse nell'amministrare una città sempre più depressa. Voglio chiudere – aggiunge Quaglia – domandando al nostro primo cittadino, in perenne campagna elettorale, se l'allora sindaco Galvagno avesse annunciato di voler parlare al presidente Berlusconi, in un'assise di partito, di un problema riguardante la città, come avrebbe commentato la cosa l'allora capogruppo PD in Consiglio comunale? Cioè Brignolo».

r.s.

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