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Asti, capoluogo senza pronto soccorso veterinario sempre aperto

Dall’esperienza di alcuni proprietari di cani e gatti che non hanno saputo a chi rivolgersi quando i loro animali stavano male di notte, un’analisi della situazione astigiana

“Il cane è un gentiluomo, è sincero, non mente, non inganna, non tradisce, è generoso, è altruista, ha fiducia. Se lo guardi negli occhi come puoi ancora dubitare che non abbia un’anima?”. Quando parliamo di amore incondizionato, come quello di un genitore verso il proprio figlio, ci riferiamo anche a quello che i nostri “amici a quattro zampe” rivolgono a noi. Un sentimento profondo, disinteressato, straordinariamente sincero ed evidente nelle manifestazioni, come un bacio, un movimento di zampa. La gioia di essere in sostanza cane e uomo tramutata in un solo animale, che cammina muovendo sei zampe e una coda intrisa di rugiada. Quando un animale domestico entra a far parte di una famiglia è immediatamente membro imprescindibile della stessa. Quotidianità fatta di passeggiate, giochi, momenti di relax. Senza la possibilità di comunicare con noi a parole ma con l’unicità di riuscire a trasmettere con le espressioni i propri sentimenti. Come un figlio prediletto, nel caso dell’animaletto, lo coccoliamo, accudiamo e ci preoccupiamo per lui, incapace di esprimersi a voce. Una sera come tante il nostro “Fido”, dopo la passeggiata in giardino, rientra a casa più abbacchiato del solito, rifiuta il “premietto,” solitamente un biscottino, e si corica nella cuccia senza manifestare la consueta gioia. Vorremmo chiedergli cos’ha, ma non è facile. Iniziano i dubbi, le ansie, perché un animale è per la famiglia parte essenziale di essa. Controlliamo la sua pancia, temendo una torsione intestinale, osserviamo bene che non abbia ingerito qualcosa di nocivo. E’ tarda serata, ormai i veterinari sono chiusi, e ci chiediamo cosa poter fare. La fortuna, dopo alcune ore di tentativi vani di contattare strutture disponibili in città intorno alla mezzanotte, è quella di rintracciare un amico esperto del settore, che ci tranquillizza e ci dà appuntamento alla mattina seguente nel suo studio, dopo aver appurato che non è nulla di particolarmente traumatico.
Ma se invece fosse accaduto di peggio? Cosa avremmo potuto fare per intervenire tempestivamente? Come possiamo agire la notte nel caso in cui i nostri animaletti fossero in pericolo? Ci sono servizi di emergenza, ambulanze veterinarie o medici a disposizione 24 ore su 24 in città? Cosa possiamo consigliare a chi, come molti, ha un “piccolo amico” e teme possa stare male in ore inconsuete? La certezza è il riferimento più prezioso nei momenti di preoccupazione, cerchiamo quindi le risposte al quesito che tanti astigiani con animali domestici si pongono.

Davide Chicarella

 

«Scelta insostenibile per i professionisti»

Il servizio veterinario durante le ore notturne in città al momento non è previsto. Andiamo a sviluppare lo scenario attuale assieme a un riferimento del settore.
«Come libero professionista quando ho iniziato il mio percorso lavorativo nell’ambito veterinario ho effettuato servizio serale fino a tarda notte, e così è stato per i miei colleghi – racconta il dottor Flavio Dirutigliano dello studio sito in via Catalani – con il passare del tempo però, visto che in città siamo pochi, abbiamo dovuto operare una scelta e dare ai nostri clienti un servizio diurno molto ampio, weekend compreso, rinunciando ai turni serali e notturni perché sarebbe stato fisicamente insostenibile per noi».
Quale potrebbe essere una soluzione per offrire ai “padroncini” degli animali domestici la certezza di un supporto “full time”?
«Tra le ipotesi, una possibile potrebbe essere quella di avere a disposizione dei locali dell’ASL e impiegare i veterinari iscritti all’ordine professionale di Asti durante la fascia notturna. Essendo parecchi sarebbe un impiego sostenibile e al contempo si darebbe un supporto certo alla gente, un’iniziativa che a mio avviso darebbe lustro anche ad Asti – continua il dottor Dirutigliano – A oggi, le uniche opzioni sono quelle legate agli studi e alle cliniche di fuori città. Pertanto nel caso di emergenza occorre rivolgersi ad Alba o Torino», conclude.

d.c.

 

L’Ordine dei Veterinari aveva proposto turnazioni come i farmacisti

Quello di un pronto soccorso veterinario sempre aperto è un argomento che è stato spesso discusso, almeno negli ultimi 10 anni, all’interno dell’Ordine dei Veterinari.
«Partendo dal presupposto che l’Asl non ha alcun obbligo di assistenza chirurgica e d’urgenza di tipo veterinario – premette il presidente dell’Ordine, Massimo Pasciuta – più volte l’Ordine ha sollecitato i colleghi a realizzare un servizio che copra tutte le 24 ore della giornata, ma non si sono mai verificate le condizioni per realizzarlo».
E, ovviamente, nessuno può imporre nulla, visto che si tratta di scelte professionali del tutto autonome di ogni singolo veterinario.
Se non proprio una clinica aperta 24 ore su 24, che imporrebbe un ingente investimento, l’Ordine aveva anche proposto una turnazione sulla falsariga di quanto, da sempre, fanno le farmacie. Considerando la diffusione degli ambulatori veterinari e di professionisti presenti nell’Astigiano, sono pochi i turni che toccherebbero, nell’anno, ad ognuno di loro. Ma anche questa idea è caduta nel vuoto.
«Nelle grandi città, questi servizi sono in mano a grandi gruppi che associano il pronto soccorso veterinario a vendita di cibo, toelettatura, servizi di dog sitter ed educazione degli animali – spiega ancora Pasciuta – E, visto l’aumento della sensibilità nei confronti del benessere animale, è probabile che questo tipo di insediamenti arrivi anche nelle città più piccole come Asti».

Daniela Peira

Senza il pronto soccorso sempre aperto, anche le Ambulanze Veterinarie
hanno sospeso il loro servizio in città

L’assenza di una presenza H24 per quanto riguarda le emergenze veterinarie ha delle ricadute a cascata di non poca importanza.
Una di queste è stata la perdita del servizio fornito dall’associazione Ambulanze Veterinarie le quali, da un anno e mezzo, non effettuano più gli interventi di urgenza per gli animali da compagnia.
Su 17 sedi fra Piemonte e Lombardia, solo nella città di Asti è stato interrotto l’intervento con le ambulanze veterinarie per le emergenze. Perché?
Lo spiega Gianni Savoca, fra i fondatori dell’associazione e responsabile della sede di Asti.
«Noi siamo un’associazione e ad ogni intervento dobbiamo chiedere un contributo a chi ci chiama. La gente ci associa alle ambulanze per le emergenze delle persone, che è gratuita, ma noi non possiamo permettercelo.
Ma un conto è un viaggio in urgenza di pochi chilometri in una clinica in città, un conto è portare l’animale sofferente (insieme al suo proprietario) da Asti ad Alba o Moncalieri (i “pronto soccorso” veterinari più vicini). Parliamo di decine di chilometri, fra andata e ritorno così da un intervento che, in città, può arrivare a costare, al massimo, 20 euro, si passa subito ad un minimo di 50. E non tutti possono permetterselo».
Una decisione sofferta presa dopo aver calcolato che questo servizio non adeguatamente rimborsato ha provocato dei “buchi” nel già risicato bilancio dell’associazione.
«Se esistesse un punto di emergenza aperto 24 ore su 24 ad Asti, avremmo mantenuto il servizio perchè la maggior parte di chi ci chiamava avrebbe potuto permetterselo e a quei pochi che non potevano, l’associazione poteva offrire il trasporto. Così lontano, invece, è impossibile. E abbiamo sospeso il servizio».
Che rimane attivo per il soccorso e il recupero di animali selvatici feriti grazie ad una convenzione con la Provincia di Asti.
Per il resto, l’associazione lavora soprattutto per il soccorso e il trasporto di cavalli feriti, servizio nel quale è particolarmente specializzata.
«Siamo perfettamente coscienti di quanto sia necessario un servizio come il nostro anche ad Asti, abbiamo i numeri delle richieste di intervento e ci rendiamo conto di quanto servirebbe – conclude Savoca – ma senza convenzioni anche per gli animali domestici e senza un pronto soccorso veterinario a portata di mano, per noi era impossibile proseguirlo. Tanti parlano, ma siamo noi i volontari che si trovano davanti all’animale che sta male e al proprietario disperato che non può pagarei l’intervento di emergenza».

d.p.

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Una risposta

  1. Difatti io e mia moglie siamo partiti di corsa il 1 agosto dello scorso anno per Moncalieri ( clinica Anubi ) con il nostro pastore tedesco femmina Kira per torsione gastrica che è stata poi risolta. Ma poi per problemi di una malattia dello stomaco che non faceva più il suo lavoro e dopo altre 5 volte alla stessa clinica ( molto molto bravi ) purtroppo un mese fa con nostro sommo dolore è deceduta. Ma abbiamo dovuto correre in totale avanti e indietro 10 volte perchè ad Asti non c’è un adeguato servizio notturno.

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