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Asti chiede di fermare l’iter del D.D.L. Pillon

Approvato un ordine del giorno per chiedere di fermare l'iter di approvazione della legge sulla bigenitorialità perfetta - Contro l'odg solo la Lega

Il Consiglio comunale di Asti contro il D.D.L. Pillon

Anche il Consiglio comunale di Asti, nella seduta del 10 giugno, ha espresso «forte preoccupazione» in merito ai contenuti del Disegno di legge 735 (D.D.L. Pillon ndr) in discussione alla Commissione giustizia del Senato. Il D.D.L. vuole introdurre nel diritto di famiglia una “perfetta bigenitorialità” in caso di separazione e divorzio di genitori con figli minorenni. Il testo in discussione è al centro di un articolato dibattito politico e sociale proprio per gli obiettivi prefissati che, secondo molti, non solo renderebbe più complesso avviare la procedura del divorzio, ma creerebbe automatismi di perfetta bigenitorialità senza però considerare tutti gli aspetti specifici dei singoli casi portati in giudizio. Automatismi che tutti i consiglieri comunali di Asti, ad eccezione di Amasio e Verrua, entrambi della Lega (partito cui appartiene il senatore Pillon) reputano preoccupanti. «Diverse associazioni ed esperti di diritto – si legge nell’ordine del giorno approvato, lunedì, dai 30 consiglieri presenti ad eccezione dei due in quota Lega – si sono espressi contro il disegno di legge evidenziandone numerosi aspetti critici e potenzialmente nocivi per la tutela dei diritti dei minori e delle donne specialmente in situazioni di abusi e violenza».

Troppe criticità evidenziate dai consiglieri

Tanti i rilievi indicati nel documento presentato in prima battuta da Uniti si può, poi integrato insieme alla maggioranza e, in particolare, da Noi per Asti per arrivare a un testo condiviso: «Gli ordinamenti europei – si legge – non prevedono come soluzione automatica i tempi paritari obbligatori e non vincolano il potere discrezionale del giudice nella materia; la previsione di automatismi nel campo del diritto delle relazioni familiari striderebbe anche con la tutela dei diritti e comporterebbe il rischio di proliferazione del contenzioso, nelle fasi attuativa ed esecutiva dei provvedimenti che regolamentano i rapporti tra genitori e i figli. Fermo ed inconfutabile l’interesse primario del figlio ad avere rapporti idonei con entrambi i genitori – continua l’odg – il disegno di legge trasforma il bambino da soggetto di diritto a oggetto di diritto e l’obbligo di ricorrere a mediazione professionale a carico delle parti crea, inevitabilmente, un ostacolo all’accesso alla giustizia da parte dei cittadini, in un contesto, quello del diritto di famiglia, in cui il dato economico dovrebbe incidere il meno possibile».

Per queste e altre ragioni, il Consiglio comunale impegna il sindaco «a trasmettere e sensibilizzare tutti i parlamentari eletti sul nostro territorio (Giaccone della Lega, Romano del M5S ndr) e i membri delle Commissioni parlamentari di Camera e Senato competenti alla discussione affinché promuovano e garantiscano seri e ampi confronti con tutti i soggetti istituzionali, associativi e professionali coinvolti, comprese le rappresentanze femminili, le associazioni familiari e le figure di garanzia per i minori, al fine di sospendere l’attuale iter di approvazione».

Il commento dell’associazione “Non una di meno”

«Siamo particolarmente soddisfatti per l’approvazione dell’odg e per il lavoro fatto dalla Giunta e dal Consiglio – commenta Pinuccia Cantarella per l’associazione “Non una di meno” – Questo è un primo passo per fermare un D.D.L. che, se approvato, potrebbe limitare le libertà di donne e minori. Per il nodo astigiano di “Non una di meno” è stata la prima battaglia, ma seguiranno altre iniziative sempre in difesa dei diritti delle donne».

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