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Asti, corsa contro il tempo per evitare lo sgombero di una famiglia con bambini piccoli

Il capofamiglia è sordomuto e la giovane moglie è il suo contatto con il mondo. Hanno occupato un alloggio Atc vuoto da anni

Hanno occupato una casa ATC

Settimana decisiva per la famiglia di Senad e Ramza, una coppia di etnia rom con due bambini piccoli che, fin dal loro matrimonio, hanno scelto di vivere in alloggio e non nei campi nomadi.
Una vita normale, nonostante il pregiudizio che li accompagna e nonostante una disabilità del capofamiglia, sordomuto dalla nascita.

Capofamiglia con disabilità

Una disabilità che li ha uniti sempre di più in quanto la giovane moglie ha imparato la lingua dei segni ed è diventata l’interprete di Senad con il mondo.
La loro storia era già stata raccontata dalle pagine del nostro giornale: dopo un primo periodo di convivenza della coppia con il padre di lui in un alloggio di Praia, alla nascita dei bambini hanno cercato casa per conto loro. Non l’hanno trovata e non hanno ceduto al consiglio di tutti di andare al campo rom di via Guerra. Così, cercando, hanno trovato un alloggio di cucina bagno e camera in corso Felice Cavallotti, al piano terra, in un palazzo dell’Atc. Un alloggio vuoto e sfitto da anni, diventato ricettacolo di malintenzionati. La coppia, aiutata dai vicini di casa, lo ha ripulito, ricondizionato e riarredato e lo ha occupato abusivamente.

L’Atc rivuole l’alloggio

L’Atc se ne è accorta e ha avviato l’iter di sgombero da occupazione abusiva.
A difesa di Senad e Ramza non solo il Coordinamento Asti Est, ma anche tanti coinquilini di corso Cavallotti che si sono presi a cuore la giovane coppia e i loro piccoli e hanno fatto una petizione con la richiesta all’Atc e al Comune di consentire alla famiglia di restare lì.
Giovedì è previsto l’ennesimo accesso dell’Atc con l’intenzione di vuotare l’alloggio anche se sul tavolo dei vertici dell’Agenzia è arrivata nei giorni scorsi una accorata richiesta, da parte del Coordinamento, di fare un rinvio “lungo”, non fosse altro che per evitare una famiglia sulla strada nel pieno dell’inverno e per consentire una alternativa che non smembri il nucleo familiare.
Tenendo conto, a maggior ragione, della disabilità di Senad e della sua difficoltà a comunicare con l’esterno.

La soluzione del Comune

Il Comune di Asti, per voce dell’assessore Cotto, ha confermato di essere pronto a gestire l’emergenza nel caso in cui l’Atc decidesse di portare a termine lo sgombero: la madre e i due bambini piccoli verrebbero ospitati nella Casa della Donna e del Bambino mentre Senad sarebbe indirizzato di nuovo a casa del padre dove, di giorno, potrebbero raggiungerlo moglie e figli.
Il Coordinamento aveva chiesto per la famiglia di Senad e Ramza l’assegnazione in emergenza di uno degli alloggi della palazzina di via Allende destinata all’accoglienza “housing first”.

La palazzina di via Allende è ancora della Difesa

Una richiesta che l’assessorato ai Servizi Sociali ha respinto perchè formalmente, pur essendo finalmente tutta sgomberata, la palazzina non è ancora passata di proprietà dal Ministero della Difesa al Comune di Asti e dunque non è ancora possibile disporne.
Giorni di preoccupazione e di attesa, dunque per Senad, Ramza e i loro bambini sperando che giovedì arrivi un rinvio allo sgombero.

Assemblea sul posto del Coordinamento

Intanto il Coordinamento Asti Est, dopo aver chiesto il rinvio dello sgombero all’Atc ha anche indetto per giovedì mattina, alle 8,30, una assemblea direttamente sul posto, in corso Cavallotti.

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