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Asti, dal Palio al Festival delle Sagre: idea per “condividere” i volontari con le Pro loco che non ne hanno abbastanza

Il sindaco Rasero anticipa che ci sono diversi ragionamenti in atto per aiutare il ritorno di alcune Pro loco in piazza

Non è stato solo il tradizionale appuntamento di fine anno per la premiazione delle Pro loco che si sono distinte al Festival delle Sagre di settembre.

Quella di ieri mattina alla Camera di Commercio è stata una anticipazione bella e buona delle idee sulle quali il Comune di Asti sta ragionando per migliorare quello che non va nella manifestazione più amata ma anche per gettare sul piatto delle strade nuove e mai praticate prime.

Una anticipazione fatta dallo stesso Maurizio Rasero, sindaco del capoluogo e presidente della Provincia che ha esordito ricordato che la ripresa della manifestazione dopo la pausa Covid è stato un miracolo di collaborazione delle istituzioni e di coraggio delle Pro loco che hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo e ci hanno creduto fino in fondo.

«Il numero di Pro loco partecipanti è aumentato dopo quell’edizione della rinascita nel 2022, ma perché non usiamo un mese di pausa come quello di gennaio per sederci tutti intorno ad un tavolo e immaginare delle modalità mai tentate prima per rafforzare il Festival delle Sagre e andare ad incidere sugli aspetti che hanno mostrato più criticità?» ha proposto Rasero. Facendo degli esempi.

«Partiamo dagli incassi, che per le Pro loco sono fondamentali per stare in piedi. Nessuno vieta che si possa ripetere, in un altro momento dell’anno, come può essere quello primaverile, un nuovo appuntamento in piazza ad Asti. Senza casette e senza sfilata, ma con gli stand pronti a ripetere i piatti del Festival delle Sagre».

E poi un’altra proposta che mette insieme le anime dei due grandi appuntamenti di settembre.

«Sono tante le Pro loco che hanno espresso il desiderio di tornare al Festival delle Sagre, ma non ce la fanno perché non hanno più abbastanza volontari per sostenere un impegno così grande come casetta, cucina, servizio, sfilata – ha detto ancora Rasero – E se questo è il problema, perché allora non troviamo un modo per sostenerle? Ad esempio chiedendo ai Comitati Palio di mettere i loro volontari a disposizione delle Pro loco». Proposte nuove atterrate sui presidenti e sugli staff delle Pro loco presenti che hanno così tempo per cominciare a ragionarci su in attesa di questo tavolo di lavoro di gennaio.

Poi l’atteso momento di consegna degli attestati di partecipazione e dei premi di specialità oltre al super trofeo Borello. Anticipati dalle menzioni d’onore del Comune di Asti riservate ad Agata Pastore, che con il suo mese di vita è stata la più piccola sfilante in corteo per Viarigi, Pro loco della quale il suo papà è presidente e per Luigi Natale Lazzarino, che con i suoi 91 anni è stato invece il più “grande”, sui carri di Casabianca.

Attestati ai rappresentanti delle Società di Mutuo Soccorso che aprono la sfilata con le loro bandiere storiche.

E, a scorrere, i premi aggiudicati dalle giurie istituzionali e da quelle delle associazioni di categoria e altri partner della manifestazione.

Mongardino  si è nuovamente aggiudicato il supertrofeo “Giovanni Borello”, assegnato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Asti.

Il trofeo “Salva Garipoli” assegnato dall’Unione Industriale è andato alla Pro loco di Castelnuovo Calcea (prima volta al Festival delle Sagre). Il premio Confcooperative intitolato ad “Ermanno Briola” è andato a Castell’Alfero.

E poi i premi di specialità.

Il premio per la sfilata, trofeo “Ferruccio Lovisone” è andato pari merito alle Pro loco di Azzano con la monumentale nave degli emigranti e a quella di Valenzani per il suo “San Martin”.

Valenzani si aggiudica anche, pari merito con Montiglio Monferrato, il premio  dell’Ascom Confcommercio, per la migliore casetta.

Migliori antipasti sono stati la friciula con lardo di Mombercelli e i friciulin di riso ed erbette di Variglie.

Castell’Alfero si porta a casa il premio per il miglior secondo piatto con la trippa in umido mentre Mongardino, con il suo antico mun, vince la categoria dei dolci e si aggiudica anche il premio speciale della Scuola Alberghiera di Agliano.

Sempre Mongardino si aggiudica anche  il podio per l’accuratezza del servizio.

Miglior rapporto prezzo-qualità-quantità va alla Pro loco di Mombercelli.

Numerosi i premi speciali, a partire da quello dell’Accademia italiana della cucina che ha trovato nel nuovo dolce portato da Nizza, “l’allegro nicese” il piatto che esprime gli aspetti caratteristici della cucina astigiana secondo il pensiero di Giovanni Goria, evidenziando “quanto della tradizionale cucina è ancora vivo, valido, buono e congeniale”.

L’Unpli (Unione nazionale Pro loco d’Italia) ha assegnato a Quarto e a Serravalle i premi per la sfilata.

(Foto servizio Ago)

 

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