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Asti: davanti al Borgo arriveranno 45.000 mq di area commerciale

Il terreno, a ridosso del grande insediamento di negozi, avrebbe dovuto ospitare il nuovo Palazzetto dello Sport, ma ora si punta ad altro

Asti: in via Maggiora si lavora alla creazione di un nuovo L2 da 45.000 mq di superficie commerciale

Un po’ impropriamente viene definito il “raddoppio del Borgo”, ma di certo farà discutere la scelta dell’amministrazione comunale di Asti di trasformare un terreno “a servizi”, in via Maggiora, zona industriale, in un nuovo insediamento commerciale.

Proprio davanti al Borgo, al di là del viadotto autostradale, c’è un’area che, decenni fa, era stata identificata per ospitare il nuovo Palazzetto dello Sport. Un’opera mai realizzata, segnata da una travagliata vicenda amministrativa/legale, benché coperta da fondi dedicati che l’amministrazione Rasero è riuscita a mantenere per la costruzione del nuovo polo sportivo nell’ex piazza d’Armi.

Il terreno di via Maggiora è rimasto vuoto, con destinazione a servizi, almeno fino ad oggi. Presto l’intera area cambierà la sua vocazione e diventerà completamente commerciale per poi essere messa in vendita tramite apposito bando.

Il Comune, in definitiva, stima la possibilità che sul terreno si possano realizzare circa 12.000 mq destinati alla vendita effettiva, parcheggi, sottoservizi, etc., con un introito per le casse dell’Ente tra 4 e 5 milioni di euro (base d’asta).

La pratica è già in Regione

La variazione urbanistica è già in corso e la pratica si trova in Regione per l’iter amministrativo propedeutico alla variazione di destinazione d’uso. Poi la stessa passerà al vaglio del Consiglio comunale, in autunno, e solo dopo l’amministrazione potrà mettere in vendita il terreno sperando che ci sia qualche imprenditore o società interessati ad acquisirlo per trasformarlo in un nuovo centro commerciale molto simile al Borgo, con tanti negozi di brand e catene differenti e qualche grande marchio.

La proprietà del Borgo non avrebbe, però, alcun tipo di prelazione nel caso volesse accaparrarsi il terreno per “raddoppiare” il centro commerciale già esistente.

I tempi di realizzazione dell’iniziativa saranno comunque lunghi e sembra che prima di decidere per la trasformazione del terreno il Comune abbia valutato altre ipotesi come una partnership pubblico/privato per la realizzazione di un polo scolastico, oppure una destinazione d’uso residenziale. Tutte ipotesi ritenute insostenibili o di scarso interesse da parte di soggetti privati. Così per vendere il terreno e incamerare un po’ di milioni, utili a dare fiato ai conti dell’Ente, non sarebbe rimasta che la strada del commercio.

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