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Attualità
Il ricordo

Asti, dieci anni senza Lorenzo: presto una borsa di studio in suo nome

Lorenzo Monticone, giornalista, stroncato da un male incurabile in giovane età. Le parole dei colleghi per ricordarlo

Sono già passati 10 anni, eppure le ferite e l’incredulità restano. Fa specie ripensare a quanto tempo noi della redazione de “La Nuova Provincia” abbiamo passato fianco a fianco a Lorenzo Monticone, profondo conoscitore di sport, appassionato giornalista, impareggiabile amico.
Il 29 ottobre nel 2011 ci lasciava, e lo faceva alla sua maniera, dopo aver lottato e combattuto a testa altissima, in silenzio e con la discrezione che solo i forti (e gli uomini di rara intelligenza come lui certamente era) sanno dimostrare, proseguendo sino all’ultimo la collaborazione con il giornale.
Un mestiere che amava, e che rappresentava la possibilità di informare e conoscere e solo in secondo luogo una fonte di mero guadagno.
La sua sconfinata curiosità, quella “giusta” di chi fa questo mestiere verso l’umanità che gli sta intorno si coniugava con un’altra curiosità ancora rara nei coetanei di Lorenzo quando era ancora un adolescente: le nuove forme di comunicazione. E’ stato uno dei pionieri di Internet ad Asti; quella rete della quale ha intravvisto subito le enormi potenzialità quando la maggior parte delle persone neppure sapeva esistesse.
E ci manca anche questo di Lorenzo, quel suo essere “visionario” così utile in questi tempi in cui bisogna sempre essere un passo avanti per districarsi nel mondo dei social e delle notizie che corrono sul web.
Siamo sicuri che avrebbe trovato un modo originale ed efficace per distinguersi nell’offrire le notizie digitali perché lui aveva la rara capacità di ragionare con la logica del tecnico e la passione del giornalista. Quello che oggi viene chiesto a noi giornalisti (e alla quale spesso con fatica rispondiamo) in lui era innato trent’anni fa.

Per uno strano scherzo del destino Lorenzo ci ha lasciati lo stesso giorno di uno straordinario asso del pallone, Diego Armando Maradona. Fenomenale giocoliere argentino del football il primo, abile ritrattista delle gesta di grandi sportivi secondo. In molti da lui abbiamo imparato il mestiere del giornalista, è nata all’interno della Redazione e al di fuori di essa una profonda e impareggiabile amicizia. Sarà per questo che la ferita per il suo abbandono è ancora aperta, ci fa ancora soffrire così tanto.
Passano i giorni ma non il dolore, resta il grande orgoglio di poter osservare settimanalmente sulle nostre pagine la rubrica del papà Paolo, maestro del nostro mestiere, un mestiere che ogni giorno cerchiamo di portare avanti con competenza e impegno. Un padre come Paolo, un figlio come Lorenzo: due imprescindibili artisti della penna che sono e saranno sempre parte della nostra famiglia, della redazione. Una redazione nella quale oggi, come da dieci anni a questa parte, manca una presenza insostituibile. Che vorremmo ricordare con una borsa di studio, e lo faremo.
Dieci anni senza di te, Lorenzo: la nostra promessa è l’impegno quotidiano per non dimenticarti e al contempo quello di ricordarti attraverso iniziative che siamo certi tu apprezzeresti. Non sei mai stato tipo cerimonioso, e per questo ti salutiamo ancora una volta con una pacca sulla spalla, un sorriso, e un calice, come avresti apprezzato tu. Al termine di una lunga nottata di lavoro, stanco ma felice. E quando ci manchi proprio tanto, dalle nostre scrivanie della redazione basta alzare gli occhi per trovarti lì, in quella foto che ti ritrae con il taccuino in mano e il sorriso di chi sta facendo quello che più ama nella vita.

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