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Asti, è la Regione che deve occuparsi del rio Quarto che esonda ad ogni pioggia

Dopo le proteste dei residenti, il Comune di Asti precisa le competenze su quel corso d’acqua che necessita di manutenzione straordinaria

Dopo la protesta dei residenti

In riferimento alle proteste dei residenti delle vicinanze del rio Quarto che ad ogni pioggia contano i danni nei loro orti, giardini, serre a causa delle esondazioni, rispondono il sindaco Rasero e l’assessore comunale alle infrastrutture Stefania Morra.

Competenza della Regione

«Il Rio di Quarto è classificato come acqua pubblica e, pertanto, l’Ente competente è la Regione Piemonte la quale disciplina, controlla, autorizza e talvolta finanzia le varie tipologie di intervento sui corsi d’acqua inseriti nell’elenco delle acque pubbliche.

I lavori fatti dal Comune di Asti

Fatta tale doverosa ed importante precisazione – si legge nella nota – si riportano di seguito, a titolo informativo, le attività svolte da questo Comune negli ultimi anni in relazione agli eventi in argomento.
Nel 2008 la Regione ha concesso un finanziamento per interventi di pulizia e risagomatura dell’alveo del Rio di Quarto e del Rio Vallebaciglio, affidandone la realizzazione al Comune di Asti; i lavori vennero eseguiti nell’anno 2012, vincolati da precisi e restrittivi limiti circa la profondità e la larghezza degli scavi.

La prima trinciatura nel 2014

Nei due anni successivi la ricrescita rapida e rigogliosa della vegetazione, unita alla grande quantità di sedimenti trasportati dalla corrente e alla scarsa pendenza del tratto interessato, aveva nuovamente ostruito l’alveo provocando, anche a causa delle precipitazioni eccezionali, alcune esondazioni. Così il Comune si era mosso e, in data 22/09/2014 si eseguiva un sopralluogo con il responsabile della Protezione Civile riscontrando che l’alveo era talmente intasato da canne ed erbacce che, di fatto, il piano di scorrimento risultava quasi a livello dei terreni circostanti; in data 09/10/2014 si eseguiva, con molte difficoltà a causa del terreno molle e instabile, un intervento di trinciatura della vegetazione che migliorava sia lo scorrimento delle acque sia la visibilità».

Intervento d’urgenza

Viste le difficoltà generate dallo stato del suolo, il Comune si era rivolto alla Regione che lo autorizzava ad intervenire in via d’urgenza con un’impresa qualificata ed adeguatamente attrezzata. Lavori che vennero fatti nel novembre del 2014 con rimozione sedimenti e risagomatura dell’alveo.
Tutto bene fino a febbraio di quest’anno, quando i residenti hanno nuovamente segnalato le esondazioni.

Sopralluoghi fatti in attesa di indicazioni dalla Regione

«La Regione Piemonte ed il Comune di Asti hanno effettuato varie verifiche e sopralluoghi presso il Rio di Quarto e a seguito di quanto rilevato in data 14/09/2020 e in data 29/09/2020, sono stati definiti dalla Regione gli interventi da porre in essere con l’ausilio dei forestali regionali. In attesa dell’esito delle imminenti operazioni da parte dei forestali regionali questo Comune ha richiesto alla Regione, in data 08/10/2020, di valutare la necessità di intervenire con somma urgenza al fine della messa in sicurezza del Rio di Quarto, ovvero di valutare l’opportunità di inserire eventuali interventi di natura idraulica nel prossimo finanziamento di cui alla LR 54/1975. In data 20/10/2020 i forestali regionali hanno rimosso la vegetazione presente nell’alveo del Rio di Quarto, sia al fine di assicurare un maggior deflusso delle acque sia al fine di valutare l’opportunità di effettuare un’ulteriore riprofilazione dell’alveo.

Area in pericolosità geomorfologica

In riferimento alla volontà dei residenti limitrofi di richiedere i danni subiti dalle esondazioni si precisa che questo Comune ha già fornito alcune informazioni al legale incaricato dai medesimi, evidenziando, fra l’altro, che il vigente Piano Regolatore Generale del Comune di Asti considera la porzione di territorio in argomento, in termini di pericolosità geomorfologica.
In parte come area interessata da fenomeni d’esondazione a elevata energia e con altezze idrometriche maggiori di 0,5 m, per le quali il rischio di natura idraulica è stato considerato ineliminabile, inidonea a nuovi insediamenti; in parte come area inondabile per eventi di piena catastrofici.
Allo stato attuale si rimane in attesa di un riscontro in merito allo stato di conservazione dell’alveo del Rio di Quarto rilevato dai forestali a seguito delle citate operazioni di pulizia dell’alveo avvenute in data 20/10/2020 e delle disposizioni della Regione in merito alle modalità di intervento e pertinente finanziamento».

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