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Asti, è morto Bruno, uno dei gemelli Bugnano

Trovato senza vita in casa. Era positivo al Covid come il fratello attualmente ricoverato in ospedale. Sono conosciutissimi in città per la loro simpatia ed esuberanza

I primi giorni del 2021 si porta via uno dei personaggi più conosciuti in città. Nella giornata di ieri, nell’alloggio di via Corridoni che condivideva con il fratello gemello, è stato ritrovato privo di vita, in cucina, Bruno Bugnano, 66 anni, pensionato della società Gaia spa (nella foto il fratello di destra, con la maglia gialla). E’ stato probabilmente un infarto a stroncargli la vita in uno dei rarissimi momenti della sua esistenza non condivisi con il fratello gemello, Gianni.

Entrambi positivi al Covid, Gianni si trova ricoverato in ospedale perchè necessita di cure  intensive, mentre Bruno era in condizioni migliori e dunque stava vivendo la sua quarantena a casa.

E’ stata un’amica di famiglia a preoccuparsi: non rispondeva al telefono e neppure al citofono di casa. Così è stato chiesto l’intervento delle forze dell’ordine che hanno fatto il ritrovamento del corpo senza vita dell’uomo.

Insieme al fratello Gianni, bidello della scuola di Portacomaro ormai in pensione, erano molto noti e amati in città. Grandissima la loro passione per il teatro con militanza, in passato, in diverse compagnie teatrali amatoriali che portavano in scena soprattutto commedie, opere comiche e sketch. Avevano fatto parte della Compagnia teatrale Don Bosco, avevano partecipato ad un provino per la Corrida e appena un anno e mezzo fa erano stati fra gli “intervistati” di Striscia la Notizia ad Asti.

Erano assidui frequentatori del “raduno dei gemelli” che si tiene ogni anno in Piemonte e che nel 2019 aveva visto la sua edizione astigiana a San Martino Alfieri.

Quando non erano al lavoro erano sempre in giro per la città, partecipavano a tutte le manifestazioni e alimentavano le loro tante amicizie.

Anche sui social Bruno viene ricordato come persona simpatica e socievole e indissolubilmente legata al fratello Gianni. La loro comunicatività non poteva prescindere dal loro incredibile affiatamento e qualcuno li ha definiti in modo assolutamente affettuoso gli “urlatori” di corso Alfieri, proprio per la loro esuberanza. Bruno poi, in particolare, si faceva chiamare con il soprannome di “Piripicchio”.

Daniela Peira