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Asti, gara di solidarietà per aiutare Piera, 83 anni, vedova che protesta sulla panchina

In tanti hanno chiamato la redazione toccati dalla storia della donna. Intanto la Farmacia Garello ha avviato una raccolta fondi

Non è rimasto inascoltato l’appello che Piera Pesce, 83 anni, ha fatto prima attraverso una serie di cartelli appesi ad una panchina di piazza San Secondo e poi attraverso il nostro sito.

Sono già state numerose le telefonate in redazione di astigiani singoli ma anche di associazioni e club di servizio che si sono messi a disposizione per aiutare la donna. Compresa una avvocatessa che si offre, gratuitamente, di fare da intermediatore con il padrone di casa dell’anziana per farle abbassare l’affitto mensile.

In attesa di una maggiore organizzazione, presso la farmacia Garello è stata attivata una raccolta fondi cui chiunque può aderire. Le commesse ricevono le eventuali offerte di chi vuole aiutare Piera e poi, conoscendola in quanto cliente, gliele consegneranno.

Piera i siti non li legge e neppure i social ma sa che qualcosa è cambiato nei suoi confronti perchè ora, girando per la città, in tanti la riconoscono e la avvicinano, le offrono un caffè, le dicono che ha fatto bene a far sapere la sua storia.

Perchè la sua è una storia simile a tante altre.

Piera non ha mai chiesto niente a nessuno. Ha sempre fatto la casalinga occupandosi del marito, operaio Way Assauto e di una sorella gravemente disabile che ha vissuto con loro.

Vent’anni fa è diventata vedova, ma con la pensione di reversibilità e quella di invalidità della sorella, hanno tirato avanti in due dignitosamente. Cinque anni fa è mancata anche la sorella e lei, con i suoi 771 euro al mese di pensione e 474 solo di affitto, ha cominciato a rinunciare a tutto il superfluo. E poi è passata ad intaccare i risparmi di una vita che si sono velocemente assottigliati.

Risparmia su tutto, ma non basta a tirare fuori le migliaia di euro di spese che ogni anno la casa drena dal suo conto. E lei ora ha paura. Ha paura di non riuscire più a pagare tutti i conti e la sua dignità di chi non ha mai fatto debiti in vita sua non le dà pace.

In Comune le hanno consigliato di fare domanda per una casa popolare, ma lei in quell’alloggio ha i ricordi di una vita e alla sua età non riesce neppure a pensare di affrontare un trasloco in un’altra zona. A guardare il suo Isee non rientra ancora nella soglia di povertà, ma è un freddo dato contabile, visto che, a conti fatti, con 300 euro al mese deve far uscire tutte le utenze, la spesa per il cibo, le medicine, gli imprevisti.

«Io non vorrei che fossero i privati a mettere le mani in tasca per aiutarmi – dice – possibile che lo Stato non riesca ad avere una forma di aiuto per gente come me? Vorrei solo vivere i miei ultimi anni senza il pensiero fisso delle spese da pagare».

La replica del Comune: «Per qualunque aiuto serve l’Isee»

Dall’Assessorato Servizi Sociali del Comune di Asti giunge il commento all’appello che la signora Piera Pesce ha fatto attraverso il singolare sit-in sulla panchina di piazza San Secondo.
La sua presenza non è passata inosservata neppure alla Polizia Municipale; un suo appartenente ha raccolto la sua storia e l’ha trasmessa a Sindaco ed Assessore Cotto.

«Alla luce delle difficoltà manifestate dalla signora attraverso la stampa locale – si legge nella nota dell’Assessorato ai Servizi sociai – si intende sottolineare che i servizi sociali sono sempre disponibili ad accogliere le persone che si rivolgono allo Sportello di Segretariato Sociale manifestando una condizione di fragilità.
Sono numerosi gli anziani che si incontrano difficoltà nella gestione della quotidianità sia sotto il profilo economico che assistenziale e che si rivolgono ai servizi per chiedere un aiuto.
Le normative vigenti prevedono di intervenire sulla base della presentazione dell’ISEE, quale condizione obbligatoria per realizzare una adeguata progettazione degli interventi.
L’indicatore della condizione socio economica viene per esempio utilizzato per attivare le misure regionali a sostegno dell’affitto, per accedere alle graduatorie per l’assegnazione di case popolari, per le quali occorre inoltre il requisito di non possedere case di proprietà nonché per richiedere una valutazione socio sanitaria e per attivare i servizi di assistenza domiciliare.
Le persone che ritengono di necessitare aiuto, possono pertanto rivolgersi allo Sportello di Segretariato Sociale nelle giornate di Lunedì, Martedì e Mercoledì dalle 9 alle 12 e giovedì dalle 15,15 alle 17 o telefonare al numero 0141 399490».

 

 

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