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Asti: i genitori dei “bimbi mai nati” in aiuto al Reparto Maternità

Associazione di genitori che hanno perso i loro bambini prima della nascita o poco dopo

“Per un battito d’ali”

Superare il dolore di una perdita straziante, quella di un figlio precocemente scomparso, convertendo la sofferenza e lo scoramento in speranza e gesti di solidarietà.
Con queste finalità nasce ad Asti l’associazione “Per un battito d’ali”, iniziativa presentata ufficialmente nei giorni scorsi nei locali del Centro Culturale San Secondo alla presenza del sindaco Maurizio Rasero e nel corso di una serata con entrata ad offerta mirata a raccogliere donazioni a favore del reparto di Ginecologia e Ostetricia dell’Ospedale Cardinal Massaia.

Associazione di genitori

Ad esporre gli obiettivi dell’associazione, che riunisce quelle persone colpite da lutto perinatale o a seguito di un aborto, sono stati gli stessi genitori che l’hanno creata: mamme e papà che si sono visti sottrarre i loro piccoli troppo presto e che adesso vogliono impegnarsi ad organizzare conferenze ed iniziative di sensibilizzazione in memoria dei loro bambini “mai nati” ma che di fatto sono vissuti dal primo istante nel cuore, nei progetti e nelle aspettative di chi li ha tanto cercati e attesi.
«Per l’associazione abbiamo voluto un nome che esprimesse ciò che abbiamo vissuto e che stiamo cercando di elaborare – ha spiegato con tono dolce ma fermo Fabiana Fassio, moglie di Luca Morando Presidente di “Per un battito d’ali” e genitori della piccola Aurora – un battito che in occasione di ogni ecografia per noi era la vita e il futuro e che in un attimo ha cessato per sempre. Per noi che ci sentiamo genitori a tutti gli effetti il desiderio è quello che i nostri piccoli possano essere ricordati e che dalle ceneri di una tragedia possa rinascere la vita».

L’aborto spontaneo è ancora un tabù

Al fianco di Fabiana, un’altra mamma coraggiosa: Tanja Kostova.
La sua piccola è spirata nel suo grembo a 38 settimane, giusto un anno fa.
«Per un soffio non ho potuto stringere tra le braccia la mia piccolina – ha spiegato Tanja – Parlare di lutto perinatale o di quello che segue un aborto nella nostra società oggi è un tabù. Non è accettato. Invece, le mamme e i papà vittime di questa tragedia hanno bisogno di parlarne, di ricevere supporto e comprensione. Allo stesso tempo, il personale sanitario che si trova a rapportarsi con questi genitori dovrebbe essere adeguatamente formato. Io e Fabiana siamo state fortunate qui ad Asti. Abbiamo ricevuto un supporto enorme dal personale dell’ospedale. Ma non sempre è così. È quindi importante informare e aprirsi al dialogo».

«Coraggio e generosità fuori dal comune»

A prendere la parola è poi stato il dottor Maggiorino Barbero, Primario del reparto di Ostetricia e Ginecologia del Cardinal Massaia il quale ha lodato l’impegno dei genitori per la nuova associazione, sottolineando «il coraggio e la generosità, fuori dal comune di queste giovani coppie». Folta la partecipazione del pubblico riunito. Alla serata hanno collaborato Angela Bosio della cooperativa No problem e l’Associazione San Secondo.

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