Rasero al lavoro dopo il voto
Attualità
Il dopo voto

Asti, il sindaco Rasero rompe la regola dell’alternanza e resta a palazzo civico per altri cinque anni

I commenti della serata di lunedì quando si stava delineando un risultato clamoroso

«Gli Astigiani hanno scelto di scrivere la storia recente delle elezioni amministrative, dando per la prima volta dal 1994 continuità all’Amministrazione comunale uscente».

Così Maurizio Rasero ha commentato gli esiti parziali delle elezioni, ieri (lunedì) alle 21, quando in 66 sezioni (su un totale di 78) le liste che lo appoggiavano (Fratelli d’Italia, Forza Italia, tre liste civiche, Lega, Unione di centro) avevano raggiunto il 55,78% dei voti («da sottolineare lo strepitoso successo della mia lista civica», ha sottolineato).

«Chi ha impostato la campagna elettorale sulla mia persona, senza dare spazio ai programmi e dipingendomi come “uomo solo al comando”, quasi come se gli Astigiani fossero chiamati a sei referendum invece di cinque – ha continuato – hanno sbagliato. Evidentemente, ci sono tante persone che hanno deciso di confermarmi alla guida della città».

Un risultato che il primo cittadino uscente era convinto di riuscire ad ottenere da tempo, «confortato dai sondaggi e dalla gente che mi dimostrava la sua vicinanza».

E, se pensa ai cinque anni trascorsi, confida che ciò che ha aiutato nel confermare questo percorso verso la riconferma è stata la gestione dell’emergenza sanitaria. «Ho dato tutto me stesso – ha affermato – per cercare di non dimenticare nessuno, interessandomi di tutti gli aspetti, per cui la gente ha potuto percepire la presenza e la vicinanza del sindaco».

Anche da Fratelli d’Italia c’è molto entusiasmo per il risultato ottenuto: «Stando uniti si ottengono questo risultati che hanno permesso a Rasero di superare il primo turno senza andare al ballottaggio – commentano il vicesindaco uscente Marcello Coppo e il segretario provinciale di FdL Luigi Giacomini – A livello locale le preferenze per il partito sono in crescita e anche le preferenze personali sono salite del 10%. Molti hanno votato il simbolo, ma soprattutto quello che emerge è che i partiti hanno dato la spinta definitiva per portare Rasero alla vittoria».

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