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Asti, la storia di “papa Gianni”, il pensionato che ha adottato un profugo di 30 anni

Lo ha conosciuto al centro di accoglienza di Montiglio e gli ha regalato un futuro in cui non dovrà più preoccuparsi di permessi di soggiorno e rischi di espulsione

Una storia a lieto fine

Un regalo di Natale così grande Chris non se lo sarebbe mai immaginato: da profugo senza documenti e senza futuro a cittadino italiano sostenuto dall’affetto e dalla cura di “Papa Gianni”.
Una storia fatta di disperazione ma anche di speranza, di negazioni ma anche di solidarietà, di difficoltà burocratiche ma anche di comprensione di un tribunale, quello di Asti, che ha sentenziato una delle prime cause di adozione di uno straniero maggiorenne da parte di un italiano.

Pensionato di Montiglio

“Papa Gianni” è Giovanni Piazza, impiegato in pensione di 71 anni originario di Torino ma residente da anni a Montiglio Monferrato.
E’ lui a raccontare questa travagliata storia a lieto fine.

Senza figli ma con un grande cuore

«Ho sempre lavorato e viaggiato per il mondo e, pur non avendo avuto figli – dice il signor Piazza – ho adottato a distanza una bambina nigeriana e ho sempre aiutato chi si trovava in difficoltà».
E fra questi anche un gruppetto di profughi che erano ospitati al centro di accoglienza di Montiglio, due anni fa.

Conosciuto al centro  di accoglienza

«Parlo inglese e ogni volta che andavo il venerdì al mercato mi fermavo a parlare con questi ragazzi. Avevo fatto amicizia con alcuni di loro e cercavo di aiutarli come potevo perchè avevo davvero compassione della loro situazione».
Quando il centro è stato smantellato, ha continuato ad aiutarli nelle altre comunità in cui erano stati smistati e in quella di Cellarengo ha conosciuto meglio Chris, che del gruppo era il cuoco.

«Un ragazzo educato, umile e con un altissimo senso della moralità»

«Mi sono affezionato a questo ragazzo nigeriano che, nonostante i suoi 30 anni, sembra un ragazzino timido e timoroso.
Di lui ho apprezzato subito il suo altissimo senso della moralità e dell’onestà che mi ha dimostrato in molte occasioni».
Un’amicizia che si è consolidata fino alla decisione molto consapevole di Piazza di fare qualcosa di più che regalare delle borse della spesa, dei vestiti, qualche spicciolo.

La decisione di adottarlo

«Sto invecchiando, sono solo e vorrei dare un senso alla mia vita. Ho pensato che adottando Chris gli avrei regalato una possibilità. Lui questa possibilità se la merita e io so di aver fatto, nel mio piccolo, qualcosa di utile per una persona in difficoltà».

Dal sogno agli ostacoli

Bel pensiero che si è scontrato subito con mille difficoltà burocratiche.
Intanto perchè, nel frattempo, Chris era incappato in guai riguardanti la scadenza del permesso di soggiorno con decreti di allontanamento dal territorio italiano. E poi perchè per procedere all’adozione era necessario che fosse dimostrata senza ombra di dubbio l’origine di Chris e il decesso dei suoi due genitori.

L’avvocato Maura Lanfranco

L’impegno dell’avvocato

E’ a quel punto che è entrata in gioco l’avvocato Maura Lanfranco, incaricata da Piazza di portare a buon fine l’adozione che sembrava, in quel momento, impossibile. L’avvocato Lanfranco ha cominciato a muoversi nei meandri delle norme sull’immigrazione e, soprattutto, si è misurata con la difficoltà di ottenere aiuti dall’ambasciata nigeriana in Italia.
Tanto che, alla fine, tutta la documentazione necessaria è arrivata direttamente dalla Nigeria, grazie ad un incarico dato a persone del posto.

L’umanità dei magistrati

Una volta ottenuti i documenti, è stata formalizzata la richiesta di adozione che ha trovato nel procuratore e nel tribunale civile di Asti, magistrati che hanno trattato questo caso con professionalità, competenza ma anche grande umanità.
Pochi giorni fa la decisione tanto attesa è arrivata: il collegio di giudici (presidente Paolo Rampini, Elga Bulgarelli e Sara Pozzetti) ha decretato l’adozione. Chris ora è, a tutti gli effetti, il figlio di Giovanni Piazza.

Oggi è cittadino italiano

La sua passione per la cucina e il grande impegno che sta mettendo nello studio della lingua italiana gli assicureranno un futuro che non deve più temere espulsioni o detenzioni in centri per migranti. «Grazie a Papa Gianni, sono molto contento di diventare italiano, grazie» dice commosso fino alle lacrime a quell’uomo soddisfatto per aver fatto la differenza per questo giovane uomo che ha attraversato l’Africa a piedi e il Mediterraneo su un gommone in cerca di una speranza.

Daniela Peira

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