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Asti: l’area verde di via Omedè non sarà più terra di nessuno

La scelta del giardino non è casuale: si tratta di un luogo preso spesso di mira da incivili che lo trasformano in un bivacco a cielo aperto

L’area verde di via Omedè, ad Asti, sarà riqualificata con un progetto dell’associazione Senegalo-Italiana

Dopo la pulizia di una parte di corso Matteotti, è stato il giardino di via Omedè il nuovo luogo rimesso a lucido grazie all’intervento dell’associazione Senegalo-Italiana (ASIAP) e di altri sodalizi del territorio astigiano. Un lavoro di bonifica e manutenzione effettuato con il supporto del Comune.

L’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, sposando l’iniziativa, si è proposta di apporre una apposita targa all’ingresso dei giardini, in ricordo di Aurelio Nicolodi, fondatore dell’Associazione UIC. Proposta accolta con piacere dalle altre associazioni e che avrà luogo domenica 25 ottobre alle ore 10.

«In questo giorno così importante – spiegano i promotori dell’iniziativa – si vuole invitare la città di Asti a partecipare ad un riconoscimento pubblico, creando un momento di festa in cui l’ASIAP e l’UICI collaborano con la Città per uscire dall’invisibilità che in un certo modo è connaturata in loro: da un lato, le persone di colore e tutti i migranti ricordano chi “non si vuole vedere” perché, secondo un luogo comune, loro non apportano nessuno beneficio alla città in quanto “nulla facenti”; dall’altro i portatori di disabilità visiva e motoria sono “non visti” perché ancora soggetti a stereotipi di emarginazione».

Un’area presa di mira da vandali e incivili

La scelta del giardino di via Omedè non è casuale: si tratta di un luogo preso spesso di mira da incivili che lo trasformano in un bivacco a cielo aperto lasciando dietro di sé ogni genere di immondizia.

«Non è più il giardino ridente di una volta – aggiungono i promotori del progetto – pieno di giochi per i bambini che lo frequentavano. Per questo motivo si è voluto pulirlo a fondo, mettere a nuovo le panchine e ridipingere il muro della casa adiacente, ricreare giochi per terra come il gioco della settimana, forza quattro, disegnare anche un bambino che gioca sulla sua sedia a rotelle… Con questo progetto si vuole anche sensibilizzare il vicinato, ormai deluso e rassegnato, a prendersi nuovamente cura di questo giardino che ha bisogno di essere ripopolato da bambini e dalle loro famiglie».

Anche il sindaco Maurizio Rasero confida che l’area verde possa tornare ad essere luogo di socialità e non di cattive frequentazioni: «La collaborazione di tutti, Comune, forze dell’ordine e associazioni, – commenta – consentiranno una nuova vita al giardino, così da farlo diventare un luogo di rispetto e di eventi cittadini».

Riccardo Santagati

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