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Asti: le “corse” della speranza nel magazzino sociale contro la povertà

Quando si aprono le porte c'è una vera e propria corsa per conquistare un bene prima degli altri: una scena che si ripete tutti i giovedì

Asti: al magazzino sociale quelle “corse” contro la povertà

Altro che “abbiamo abolito la povertà”, come alcuni slogan politici vogliono lasciare intendere: è sufficiente presentarsi il giovedì mattina davanti alle case popolari dell’ATC, in viale Pilone, e contare le persone che attendono fuori dai cancelli lo scoccare delle 9 per toccare con mano gli effetti della povertà. Soprattutto donne, alcune con figli piccoli e passeggini al seguito, molte di origini straniere, ma anche italiane unite da un filo rosso che si chiama indigenza. Una povertà che vivono molto spesso in silenzio, con dignità, cercando di trovare di che vivere per andare avanti. Eppure, quando la povertà morde, anche tra i poveri c’è chi è più fortunato solo perché riesce a correre più in fretta per accaparrarsi un materasso, un tavolo, due sedie oppure un vestito che altrimenti non potrebbe permettersi.

Giovedì le code in attesa dell’apertura

Giovedì mattina siamo stati testimoni del lato più buio della precarietà, quando sono state aperte le porte del magazzino “Non Solo”, il nuovo polo logistico gestito dalla Onlus One more life che raccoglie, conserva e distribuisce, ai più bisognosi, mobili, elettrodomestici, vestiti e farmaci donati dagli astigiani. È stato come assistere a un assalto alla diligenza perché la legge del “chi prima arriva, meglio alloggia” ha una sua validità quando si corre in un magazzino per mettere le mani su un bene che si vorrebbe avere, ma non si hanno i soldi per acquistarlo. In pochi secondi gli utenti del magazzino hanno scelto ciò di cui avevano bisogno: materassi, mobili, piatti, bicchieri, quadri, ombrelli, giocattoli, etc..

Dietro il magazzino sociale una rete che funziona

A registrare il passaggio dei beni c’era il presidente di One more life Arnaldo Malfatto. A pochi passi da lui l’assessore ai servizi sociali Mariangela Cotto, la consigliera comunale Elisabetta Lombardi e tanti volontari che fanno parte della rete di associazioni le quali, a vario titolo, collaborano al progetto del magazzino sociale. La realtà, inaugurata da poche settimane, funziona perché l’assessore Cotto ha saputo mettere insieme una serie di soggetti ed enti pronti a dare una mano: l’ATC ha offerto i locali, gratuitamente, al Comune, la Banca del Dono raccoglie i beni da donare ai più bisognosi, la Fondazione CrAsti si fa carico di alcune necessità specifiche, come l’imminente installazione della luce nel magazzino, l’Ordine dei Farmacisti si occupa di raccogliere medicinali da distribuire all’occorrenza, ma fanno parte della partita anche il CSV, la Mensa dei poveri di corso Genova e altre realtà. Una rete che aiuta circa 240 famiglie le quali, altrimenti, graverebbero completamente sui servizi sociali o sulle parrocchie cittadine.

Così, mentre si attende che le povertà vengano davvero sconfitte, non solo negli slogan, sono luoghi come il magazzino sociale “Non Solo” a rendere meno dura la vita ai tanti poveri, astigiani da generazioni o immigrati, alla fine tutti uguali davanti a quei cancelli di viale Pilone 139. Chi invece volesse contribuire ad aiutare le famiglie seguite dal magazzino sociale può farlo chiamando la Banca del Dono (0141.399084) o l’associazione One more life (348.2618493).

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