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Asti, le paure dei residenti di San Fedele: auto a fuoco, gare clandestine e violazioni di domicilio

I vertici del Comitato e il consigliere comunale Spata chiedono al Comune e alle forze dell’ordine di riportare la tranquillità nel quartiere

Auto date alle fiamme di notte, pneumatici squarciati, gare di velocità «cronometro alla mano» lungo le vie del quartiere, individui “sospetti” che entrano nei cortili privati e vengono sorpresi a dare calci alle vetture parcheggiate, una scarsa illuminazione e ancor meno manutenzione ordinaria da parte del Comune. C’era una volta un quartiere residenziale tranquillo, San Fedele, che nel corso del tempo si è ingrandito con nuovi insediamenti abitativi fino a raggiungere gli attuali quattromila abitanti.

Il Comitato dei cittadini di San Fedele, rappresentato dal presidente Luigi Sposato, da Sandro Ravizza, Giuseppe Morabito e con loro il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Giorgio Spata, tutti residenti in zona, raccontano che quel quartiere, una volta molto tranquillo (nonostante subisca ancora gli effetti dell’inquinamento da cromo dei pozzi) oggi è profondamente cambiato, in peggio. Incontrando i giornalisti, i referenti del Comitato ricordano che l’episodio delle due auto date alle fiamme la scorsa settimana è sì grave, ma non un caso isolato.

«Chiediamo più sicurezza e più attenzione su questo quartiere da parte degli Enti preposti – spiega Sposato – Avevamo già chiesto che si installassero due telecamere di sorveglianza, anche se, visto quanto successo qualche giorno fa, pensiamo siano insufficienti. Servono dossi per impedire di organizzare le corse con le auto, di notte, ma anche un’illuminazione più decente e più manutenzione, ad esempio del verde. Occorre segnaletica orizzontale e verticale, negozi e servizi, oggi del tutto assenti. Quando il questore Salvo dichiara che a San Fedele “non si riscontrano particolari criticità” ci preoccupa perché, così dicendo, temiamo di non essere abbastanza considerati».

Una sera, dopo le 23,30, due giovani sono entrati nel cortile del “Villaggio San Fedele”, dove abita il sindacalista Giuseppe Morabito. Scoperti sul fatto, mentre prendevano a calci la sua auto, sono stati messi in fuga, ma l’episodio resta preoccupante. «È stata una ragazzata? Voleva essere qualcos’altro? – chiede Morabito – Qui di sera si è completamente da soli e questo ci preoccupa molto. Vorremmo garanzie che questi episodi non rappresentino qualcosa di più grave che “semplici” fatti di ordinaria delinquenza e che dietro non ci sia altro. A San Fedele c’è gente che vuole vendere la casa perché ha paura e anche in questo caso non vorremmo che diventasse l’occasione per qualcuno di poco raccomandabile di trasferirsi da queste parti. Ci dimostrino che i nostri timori siano infondati, che questi atti non siano un modo per “marcare il territorio”».

Il consigliere comunale Giorgio Spata lamenta anche la mancanza di spazi per i giovani e chiede più controlli serali da parte della polizia municipale: «Asti ha 75 agenti, un numero elevato. Ci sentiremmo più al sicuro se questi agenti fossero più presenti nel quartiere. Ci vuole un progetto su San Fedele, ma più in generale sulle periferie che sono state abbandonate da questa amministrazione. Vogliamo tornare ad essere un posto tranquillo per famiglie, non certo vederle fuggire perché spaventate».

I rappresentati del Comitato raccontano di essersi attivati, con mezzi propri, per monitorare quello che succede sulle strade del quartiere: gruppi WhatsApp, occhi aperti, qualche telefonata per segnalare la presenza di persone sospette. Ma per quanto possano improvvisarsi detective dilettanti, non vogliono dover trascorrere le loro notti con l’ansia e la paura che, da un momento all’altro, potrebbero dover correre in strada davanti a una nuova auto data alle fiamme o per prestare soccorso a qualcuno investito durante una gara clandestina. 

Sul caso delle ultime due auto incendiate stanno indagando i carabinieri che hanno acquisito le immagini delle telecamere di sorveglianza, pubbliche e private, presenti in zona. Il questore Sebastiano Salvo vuole invece tranquillizzare i residenti del quartiere ritornando sulle sue recenti dichiarazioni: «Ho risposto a una domanda a riguardo delle periferie e confermo che, dati alla mano, non abbiamo evidenze di particolari episodi criminosi tali da farci pensare che ci siano emergenze particolari, ma capisco che se uno esce di casa e si trova l’auto in fiamme si preoccupa, è ovvio. Però – continua il questore – per quanto riguarda San Fedele, alla luce delle nostre informazioni, non risulta che questi episodi siano ricollegabili alla presenza di soggetti che tentino di imporsi come “ras”. Poi se qualcuno è in possesso di informazioni, segnali particolari o ulteriori elementi a riguardo si faccia avanti, senza paura. Con ciò rinnovo l’invito a tutti a denunciare qualsiasi episodio sospetto o a chiamare sempre il 112 in caso di necessità».

[foto Billi]

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