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Asti: migranti con la scopa in mano per ripulire corso Matteotti ricordando Isac

Oggi un esempio di integrazione e di affezione alla città che li ospita. Iniziativa di Comune insieme a Cpia e associazioni senegalesi e gambiani

Senegalesi e gambiani insieme

Il Comune intende prendersi cura della città e vuole farlo in modo del tutto originale e con un aiuto che spiazza, in questo periodo di forti e generalizzate critiche ai migranti.

Oggi, sabato, grazie alla disponibilità delle associazioni di Senegalesi e Gambiani residenti ad Asti, insieme ad altre associazioni e con il patrocinio del Comune di Asti, è nata una giornata di condivisione e impegno per prendersi cura della nostra città, partendo da Corso Matteotti e dalla Stazione, due luoghi in cui convivono più culture, dove vi è una forte presenza multiculturale.

Forte appoggio del Comune

L’idea era stata presentata nel corso di una conferenza stampa aperta dall’intervento del sindaco Rasero: «Ho accolto con felicità questa proposta. Questo è un esempio di progetto nato dal basso, una proposta nata da cittadini, uno splendido modo di prendersi cura della città da parte di cittadini e che siano nati qui o altrove non importa. Questo è un esempio di buona cittadinanza».

L’assessore ai Servizi Sociali Mariangela Cotto ha ricordato che questa iniziativa vede la collaborazione di più realtà Comune di Asti, AISAP (associazione italo-senegalese di Asti e provincia), Associazione Gambiani Asti, la scuola con il centro provinciale istruzione adulti (Cpia), l’associazione Ananse, la cooperativa sociale “Fa Servizi”.

 

Asp e consiglieri comunali in prima fila

L’iniziativa è anche supportata da Asp e vede anche la promozione di diversi Consiglieri Comunali, ad esempio Francesca Ragusa che vive e si impegna nel quartiere dove avverrà l’iniziativa e dal Presidente del Consiglio Comunale Giovanni Boccia.

Idrissa Gueye dell’AISAP ha ricordato il suo arrivo ad Asti, viveva proprio in corso Matteotti, raccontando come oggi quella zona è più degradata. Idrissa Gueye ha più volte richiamato la bellezza di Asti, dicendo che i cittadini provenienti da Paesi diversi devono portare le cose belle della propria cultura, non coinvolgersi nel degrado, ma dare una mano per migliorare la città.

«Ho pensato che l’esempio di metterci insieme ci permetterebbe di migliorare quelle zone, insieme i cittadini possono fare tanto, così si ha una vera integrazione: ognuno portando le cose positive che ha da dare» questa la filosofia che ha guidato i gambiani ad accettare l’invito.

CPIA, una scuola che insegna anche l’integrazione

Mario Malandrone, docente del CPIA ha sottolineato come questo approccio di condivisione, di impegno per un obiettivo comune è proprio il modello di intercultura che dovremmo perseguire. Ha ricordato come il CPIA sia un esempio di questa convivenza interculturale e anche di bellezza perchè, secondo Malandrone, rendere un posto bello, migliorarlo aiuta a combattere il degrado, favorisce il rispetto di quel luogo.

Il ricordo di Isac

Adriano Farinetti della Cooperativa Sociale Fa Servizi ricorda  che la giornata è dedicata al cittadino di origini senegalesi Isac Dieng, mancato recentemente, che lavorava presso la Cooperativa Fa Servizi.  «È un ricordo vivo di integrazione, proprio in Corso Matteotti svolgeva il suo servizio di sistemazione e ritiro cassonetti. Lui era un socio lavoratore, una bella persona. Noi daremo quindi una mano a pulire e migliorare quella zona di città».

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