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Asti, nasce la squadra di boccia paralimpica con appello per pulmino attrezzato

Serve per portare i tre ragazzi disabili con le loro ingombranti sedie a rotelle e le rampe di lancio ad allenamenti e gare

In tre iscritti al circolo Don Bosticco

Sara, Giulia, Matteo: la squadra della boccia paralimpica cresce e ancora una volta ha bisogno dell’aiuto di tutti per poter dare gambe al sogno di tre ragazzi che possono contare solo sulla loro straordinaria volontà di dimostrare come, anche su una sedia a rotelle e con movimenti limitatissimi, sia possibile dare sfogo alla propria ambizione sportiva.

Giulia e gli altri

Giulia, 17 anni, è il simbolo della squadra di boccia paralimpica astigiana nata in seno al circolo sportivo Don Bosticco. Con un impegno esemplare, seguendo le lezioni alle superiori, riesce anche a ritagliarsi il tempo per i due allenamenti settimanali che l’anno scorso le hanno consentito di partecipare ai giochi paralimpici europei della gioventù portando a casa un fantastico quarto posto e che, appena qualche giorno fa, le ha fatto guadagnare un premio speciale alla festa nazionale dello Sportivo dell’Anno del Coni.
Ha onorato la gara di solidarietà che era stata avviata per la realizzazione di una rampa di lancio a misura della sua disabilità; una rampa che le era stata regalata generosamente da un falegname artigiano di Asti, Piergiorgio Zanchetta.
Qualche mese dopo è arrivata Sara. Anche lei affetta da una grave disabilità, ha trovato nella boccia paralimpica uno sport che è diventato quasi una ragione di vita.
Una tale carica ha fatto in modo che anche per lei la rampa speciale arrivasse in dono da un altro artigiano, Francesco Briccarello.
Nei giorni scorsi l’ultimo arrivo, in ordine di tempo.
Quello di Matteo, 17 anni e un controllo perfetto del braccio destro con il quale riesce a macinare punti su punti imponendosi fin da subito come bella promessa.
Tre ragazzi che hanno dimostrato come lo sport e la forza di volontà possano superare ogni disabilità.

Difficoltà per le trasferte

Ma non ogni barriera.
Lo sanno bene i loro preparatori tecnici, allenatori, accompagnatori che ogni volta devono fare i conti con un abbattimento delle barriere architettoniche mai seriamente attuato nel nostro Paese.
Il problema più grande, ora, è quello di recuperare un pulmino in grado di poter accogliere i tre ragazzi in sedia a rotelle per le trasferte alle gare. Visto l’ingombro delle carrozzine e delle due rampe speciali per il lancio della boccia, ogni ragazzino oggi ha bisogno di essere accompagnato con un singolo mezzo adatto. E non tutte le famiglie possono provvedervi.

Appello per un mezzo, anche usato

«Abbiamo già inoltrato richiesta alla Fondazione Crat per un finanziamento – dice Francesco Villata, preparatore tecnico – Ci accontentiamo anche di un pulmino usato ma funzionante, magari dismesso da qualche associazione che opera con i disabili e dunque dotato di sollevatori e allestimenti interni adatti. Oppure un comodato d’uso gratuito limitato alle occasioni in cui ci serve per allenamenti e gare. Siamo pronti a qualunque soluzione».

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