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Continua la querelle

Asti: «Nel turismo non abbiamo bisogno di gatti neri»

L’assessore comunale Loretta Bologna risponde alle dure critiche dell’ex presidente dell’ATL Carlo Cerrato

«Carlo Cerrato afferma che Asti non sia un prodotto turistico. Ma dove vive? Tra tutto quello che abbiamo fatto in così pochi anni per far venire i turisti ad Asti, lui si focalizza sul fatto che mancano i bagni pubblici. Non ho parole». L’assessore al Turismo Loretta Bologna ha deciso di mettere da parte la diplomazia e di rispondere a tono alle recenti critiche mosse dall’ex presidente dell’ATL di Asti.

Critiche motivate, quelle di Cerrato, che in sintesi si possono riassumere in due affermazioni: «Asti non è ancora un prodotto turistico» e «Asti non ha particolare peso nelle decisioni del CDA dell’Ente del Turismo Langhe, Monferrato Roero». Secondo Cerrato la nostra città sarebbe sotto una «sudditanza» albese nelle strategie per promuovere il territorio, pur mettendoci molti soldi, ma soprattutto ad Asti «non ci sono idee e così ci affidiamo a terzi, di solito esterni alla provincia, importando progetti già preconfezionati». La mancanza dei bagni pubblici, di cui Asti è in effetti carente, è soltanto la ciliegina sulla torta. Uno storytelling, quello di Cerrato, che l’assessore rimanda al mittente e «a quei dieci gatti neri – sottolinea – che passano il tempo a parlare male di Asti non aiutando a promuovere le sue bellezze e le potenzialità turistiche riconosciute anche dai dati della Regione. Dati che sono matematici, incontrovertibili. Il settore, durante l’estate, ha infatti registrato un numero considerevole di presenze turistiche che hanno fatto lavorare baristi e ristoratori».

L’assessore al turismo Loretta Bologna

L’assessore va però oltre i dati regionali positivi e porta la querelle indietro nel tempo. «Cerrato è stato per anni (dal 1998 al 2007 ndr) presidente dell’ATL. Che cosa ha fatto per promuovere il progetto turistico di Asti? Certo avrà avuto meno soldi e fatto fuoco con la legna che aveva, però è facile criticare gli altri senza mai fare autocritica. E suo figlio Andrea? È stato assessore al Turismo durante la Giunta Brignolo, ma che risultati ha ottenuto? Quando mi sono insediata in assessorato, dopo di lui, l’unico progetto che ho trovato già confezionato era la fusione di Asti con Alessandria sebbene il normale proseguimento di Langhe e Roero sia proprio il nostro Monferrato». C’è poi la domanda di quanto peso abbia Asti nel CDA della nuova azienda turistica che per l’assessore Bologna è solo strumentale, «tanto per criticare». «Nel CDA abbiamo voluto il sindaco che mi pare abbia un peso notevole, forse di più di molti cosiddetti tecnici di cui abbiamo visto i risultati disastrosi. Non è detto – continua l’assessore al turismo – che se metti un tecnico faccia per forza un lavoro adeguato».

E ancora: «Quello che mi fa più arrabbiare non è tanto il fatto che muovano accuse gratuite contro di noi, ci sta nella dialettica politica, ma contro l’Osservatorio turistico regionale. Secondo queste persone l’Osservatorio racconterebbe balle quando dice che è stato registrato un incremento delle presenze turistiche ad Asti e provincia? Sono dati, non chiacchiere. Se si contestano i dati allora non vale più nulla e tutto può essere messo in discussione».

Baristi e ristoratori sarebbero la cartina tornasole della ripartenza: «Questa estate – aggiunge l’assessore – i locali hanno lavorato soprattutto con gli stranieri in visita ad Asti e questo è un altro dato di fatto che Cerrato può anche negare, ma è un problema suo». Anche sul fatto che Asti non abbia proposto idee nuove per valorizzare il turismo, Bologna è pronta a rispondere a tono: «La creazione di Asti Musei ne è l’esempio. Abbiamo voluto un sistema museale all’avanguardia mettendo operatori e personale adeguato anziché, come avveniva in passato, le borse lavoro che non erano adatte ad accogliere i turisti nei luoghi d’arte e della cultura. Cinque musei importanti si affacciano sulla stessa strada e le mostre d’arte organizzate hanno avuto un successo senza precedenti. Ma immagino che anche queste siano solo fantasie».

C’è però un punto sul quale l’assessore Bologna concorda con Carlo Cerrato: ad Asti mancano strutture alberghiere adeguate per ospitare i gruppi più numerosi. «Questo è un grosso problema – continua l’assessore – ma il Comune sta facendo di tutto per attirare investitori che credano nel nostro progetto turistico. Noi non possiamo aprire degli hotel, ma creare tutte le condizioni affinché i privati lo facciano. Certo, se Cerrato e gli altri, che sanno solo contestare, la smettessero di essere così negativi su tutto, magari perché non sono stati in grado di sviluppare loro queste idee, sarebbe tutto più facile e il nostro territorio ne beneficerebbe senza alcun dubbio».

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Una risposta

  1. La signora Bologna e la sua giunta a breve verranno giudicati, se hanno seminato bene raccoglieranno, altrimenti no

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