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Asti, nell’anno orribile del Covid, Gaia spa riesce a chiudere il bilancio in attivo e rilancia gli investimenti

Da qui al 2025 verranno investiti altri 50 milioni di euro negli impianti della società che smaltisce i rifiuti astigiani

Bilancio 2020 e piano industriale fino al 2025 con il vento in poppa quelli presentati ieri dal presidente di Gaia spa, l’ingegner Luigi Visconti insieme all’amministratore delegato Flaviano Fracaro e al consiglio di amministrazione della società che gestisce gli impianti di smaltimento dei rifiuti della provincia di Asti.

I conti del 2020 si sono chiusi con un, seppur risicato, utile di 76 mila euro. Sembra poca cosa su un fatturato complessivo che supera i 18 milioni di euro, ha spiegato l’ingegner Visconti, ma considerato che si è trattato di un anno “orribile” visto che, a causa del Covid, i conferimenti si sono contratti e i costi sono aumentati per le forniture di DPI, viene ritenuto un risultato addirittura insperato. Raggiunto attingendo anche al fondo di accantonamento per un contenzioso in piedi con una società che aveva fatto ricorso per un appalto che si è risolta in modo positivo per Gaia.

I Comuni soci di Gaia (che ne detengono complessivamente la maggioranza del 55% mentre il 45% è del socio privato Iren) quest’anno hanno risparmiato in tutto 700 mila euro: tanto è stato valutato il mancato conferimento di rifiuti dovuto alle attività chiuse per i ripetuti lockdown del 2020. I 76 mila euro di utile non daranno seguito a distribuzione di dividendi considerato il “risparmio” già attuato con i mancati conferimenti. Tanto per fare qualche esempio, Asti ha risparmiato 310 mila euro di “bolletta rifiuti”, Cnaelli 55 mila, Villanvoa 33 mila, Agliano Terme circa 12 mila.

Il bilancio è stato approvato all’unanimità dall’assemblea dei soci che ha espresso lo stesso voto per il piano di investimenti che andrà fino al 2025 e che chiuderà l’importante stagione di rinnovamento degli impianti all’insegna di un efficientamento energetico accompagnato da una altissima qualità ambientale dei prodotti finali ottenuti dal trattamento di rifiuti dei quali si punta ad un recupero sempre maggiore.

Da poco ha ripreso a lavorare l’impianto di compostaggio di San Damiano, completamente ristrutturato, in attesa che vengano messi in funzione, fra quest’anno e il prossimo, anche i due digestori per produrre biometano che sarà immesso direttamente in rete. Si prevede, a pieno regime, una produzione di biometano in grado di soddisfare il fabbisogno annuo di circa 7 mila famiglie (due città come Nizza e Canelli).

Al Polo Trattamento rifiuti di Valterza sono in corsi i grandi lavori per la realizzazione del nuovo centro di selezione degli imballaggi in plastica per riuscire a recuperare sempre più tipologie di questa frazione onnipresente e per la costruzione di un impianto del tutto nuovo per la produzione di CSS, ovvero combustibile solido secondario derivato dalle plastiche non riciclabili e dalla frazione secca del rifiuto indifferenziato lavorato meccanicamente che attualmente finisce in discarica. E proprio la discarica di Cerro completerà il suo rimodellamento con una nuova vasca che allontana di molti anni eventuali rischi di emergenza rifiuti.

Da sinistra i consiglieri Cortassa e Trinchero, il presidente Visconti e l’ad Fracaro

 

 

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