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Asti: perché quel parcheggio finito da mesi non è mai stato aperto?

Gli imprenditori chiedono al Comune di intervenire, ma l'opera, pur completata, è collegata ad un altro lotto ancora da terminare

In via del Lavoro, zona industriale, il “giallo” del parcheggio

Sì alla TAV, al completamento dell’Asti-Cuneo, al collegamento Sud Ovest, alle grandi opere che offrano occasioni di sviluppo per il nostro territorio, ma poi ecco una piccola opera, praticamente conclusa, che resta “bloccata” per mesi senza un apparente motivo.

La curiosa segnalazione ci porta nella zona industriale di Asti, via del Lavoro, davanti alla nota ditta Gastaudo. Qui, dove una volta c’erano alcune aiuole (il più delle volte – precisano gli imprenditori – in stato di abbandono tanto da essere “curate” grazie al loro intervento) è stata realizzata una doppia area a parcheggio a servizio della zona industriale. Su terreno del Comune (i lavori si sono conclusi la scorsa primavera) è stato gettato l’asfalto, sono stati allestiti i lampioni a led, disegnati gli stalli bianchi dei parcheggi, ma tutto è poi stato recintato da una rete. Indicazioni di “lavori in corso” lasciano intendere che il cantiere non sia ancora terminato, ma chi tutti i giorni lavora nella zona industriale spiega di non aver più visto alcun movimento di operai tanto da alimentare ogni genere di ipotesi sul perché l’area non sia mai stata aperta.

Dalla scorsa primavera tutto fermo, ma i lavori sono finiti

«Sarebbe utile aprirla perché c’è tanta necessità di parcheggi e con il passaggio dei tir, cui si aggiungono le auto parcheggiate lungo la via, si creano pericoli per i pedoni – spiegano alcuni imprenditori – E’ dalla primavera scorsa che attendiamo che venga aperto il parcheggio e diverse volte abbiamo dovuto sistemare la rete rovesciata dal vento, se non da qualche veicolo di passaggio. Perché dopo tutti questi mesi il parcheggio è ancora chiuso?»

Per saperne di più abbiamo interpellato l’assessore ai lavori pubblici Stefania Morra che replica: «La ditta che si è occupata dei lavori non ha realizzato alcune opere propedeutiche al collaudo ed è per questo che il parcheggio non è stato ancora aperto. In ogni caso è una nostra priorità rendere agibile l’area di sosta il prima possibile».

Eppure il direttore lavori del cantiere, contattato al telefono giovedì pomeriggio, ha precisato che nulla vieterebbe di collaudare e aprire l’area, anche perché è terminata. «Il parcheggio – replica l’architetto che preferisce non essere citato – è finito. Basterebbe che il Comune lo riprendesse in consegna per effettuare i collaudi e aprirlo. Quello che resta da realizzare sono alcuni asfalti in un altro lotto, dove si trova Poltrone e Sofà. Ma gli ultimi lavori potranno essere realizzati in primavera, non prima». Come dire: al Comune la scelta di inaugurare ciò che è già completato o attendere ancora alcuni mesi con i disagi del caso.

Un’area industriale poco curata

Ma basta percorrere alcune centina di metri lungo via del Lavoro, passando davanti all’Ecocentro di via Ceca, per farsi un’idea delle altre criticità che insistono sulla zona industriale di Asti. Proprio davanti all’ecostazione non passa giorno che non vengano depositati rifiuti di ogni genere, a bordo strada, alimentando la sensazione di degrado e sporcizia che si trova lungo la via anche a causa della mancanza di cestini per l’immondizia.

«Non siamo in piazza San Secondo, ma qualche cestino lo vorremmo avere comunque perché, altrimenti, c’è chi passa di qui e si sente autorizzato a gettare per terra qualsiasi tipo di rifiuto – spiegano Pierluigi e Gianmarco Bassi titolari con la sorella Roberta della ditta PGR, leader mondiale nello stampaggio di materia plastiche – In passato, lungo la strada, abbiamo avuto per anni la presenza di nomadi accampati, oggi può capitare che si fermino dei tir, ma in ogni caso un minimo di decoro in più ci vuole».

Ma non solo. «Abbiamo detto al Comune, più e più volte, che i tombini presentano dei dislivelli pericolosi e sono quindi da sistemare. Quando nevica gli spazzaneve arrivano fino a un certo punto, poi dobbiamo arrangiarci e, in tutta onestà, non abbiamo neanche capito perché, la precedente amministrazione, abbia deciso di aprire una strada a senso unico (via Laveroni ndr) che porta da corso Alessandria alla zona industriale anziché il contrario, garantendo così una seconda via d’uscita dall’area produttiva».

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