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Asti Pride: “Il sindaco Rasero sta con chi lotta per i diritti civili o con chi inneggia al Duce su Facebook?”

L'associazione che rappresenta la comunità LGBTQI ha incalzato il sindaco a raccontare la verità sui rapporti della sua Giunta con l'associazione Sole che sorgi

Asti Pride chiede al sindaco Rasero di motivare la decisione di affidare i lavori di riqualificazione del sottopassaggio Marconi a un sodalizio “neofascista”

Ieri pomeriggio, alle 18, l’associazione Asti Pride ha animato un sit in in piazza Marconi, davanti al sottopassaggio che avrebbe voluto riqualificare con i colori dell’arcobaleno per ricordare il primo anniversario del Pride cittadino (6 luglio 2019), ma anche le battaglie civili e sociali portate avanti dalla comunità LGBTQI. Tutto grazie ad un’opera dell’artista locale Matteo Bisaccia.

Avrebbe voluto, ma non l’ha fatto perché, nel frattempo, un’altra associazione si è resa disponibile a riqualificare il sottopassaggio, “Sole che sorgi”, accusata da più parti di avere simpatie neofasciste tenuto conto di alcuni post “politici”, chiaramente di destra, pubblicati sulla sua pagina Facebook.

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Pubblicato da Asti Pride su Lunedì 6 luglio 2020

 

La vicenda è nota: il sindaco Rasero aveva pensato di concedere metà sottopassaggio ad Asti Pride e l’altra metà all’associazione Sole che sorgi. Ma poiché i due sodalizi sono diametralmente opposti, politicamente, ma soprattutto sulla condivisione delle battaglie portate avanti dalla comunità LGBTQI, il progetto è saltato. Almeno fino a quando il sindaco di Asti, come chiesto da Asti Pride, non spiegherà i retroscena della proposta presentata dall’associazione Sole che sorgi e se la stessa non sia stata “tirata in ballo” da qualche altro esponente della Giunta di centrodestra, “magari per ripicca sulla concessione del patrocinio al Pride del 2019”.

“C’è un disegno premeditato”

“C’è un disegno premeditato e voluto, atto a impedire che Asti Pride realizzi il progetto” ha detto Stefano Bego di Asti Pride prima di riassumere i fatti che hanno portato al sit in al quale hanno partecipato anche numerose altre associazioni di sinistra o in solidarietà alla comunità LGBTQI. “Noi siamo per far convivere valori di inclusione e lotta alle discriminazioni e son siamo disponibili – ha aggiunto Bego – a condividere spazi e intenzioni con un’associazione che a nostro avviso è al limite della legalità democratica”.

Patrizio Onori, vice presidente di Asti Pride, ha poi rincarato la dose sollevando dubbi sull’iter seguito dall’altra associazione: “Che cosa è accaduto? Cos’è successo? Cosa o chi ha portato il sindaco Rasero, che fino all’anno scorso ha elogiato il lavoro svolto nei mesi prima del Pride, e anche dopo, a fare una scelta così provocatoria e pretestuosa? Perché non scegliere o l’una o l’altra associazione, se quello era lo stesso progetto? Perché decidere per una convivenza forzata, da noi non richiesta, su un progetto che unicamente ha presentato l’associazione Asti Pride?”

E ancora: “Parliamo di questo secondo progetto che noi definiamo fantomatico: l’associazione Sole che sorgi ha presentato veramente un progetto? Sì o no? E’ stato veramente presentato guarda caso nello stesso momento e per la stessa struttura? Chi l’ha presentato? Quando? Sono stati seguiti gli iter ufficiali che ha seguito Asti Pride? Noi siamo sicuri – ha aggiunto Onori – che quel progetto non è stato una semplice coincidenza, ma è nato solo nel momento in cui si è discusso del progetto di Asti Pride. Nato su impulso di qualche esponente politico che non vedeva l’ora di togliersi un sassolino dall’anno scorso quando il sindaco Rasero, a maggioranza con la Giunta, ha deciso di concedere il patrocino all’Asti Pride”.

Personaggio politico che Onori “svela” riprendendo le dichiarazioni ufficiali rilasciate dal vice sindaco Marcello Coppo (Fratelli d’Italia). “Un esponente politico  che – è l’affondo del vice presidente di Asti Pride contro Coppo – non si è nascosto neanche più di tanto e che ha dichiarato ai giornali: “Avrei scelto subito il progetto di quelli che coloreranno il sottopassaggio con la Bandiera Italiana e che hanno una concezione di Dio, Patria e Famiglia ancora come si deve, rispetto agli altri i quali, non rispettando le idee avverse, denotano squadrismo culturale e intolleranza”. Parole pesanti, parole gravi e utilizzate storicamente dai gerarchi fascisti e che preoccupano la nostra associazione, ma non solo noi”.

“Rasero risponda a queste domande”

A tirare le fila del sit in e a rivolgere alcune domande al sindaco Rasero (presente insieme all’assessore Loretta Bologna, ma rimasto in silenzio) è stata Vittoria Briccarello, presidente dell’associazione Asti Pride: “Secondo noi è stato commesso un grave errore e la cosa ci spiace. Riteniamo che si sia sottostati a un ricatto politico esistente all’interno della Giunta per dare una compensazione, per motivi sconosciuti, a chi inneggia la figura di Mussolini. E’ stato un tentativo maldestro quello di etichettarci alla stampa come strumentalizzatori. Chi ha strumentalizzato questa vicenda è da cercare dentro la Giunta e nella maggioranza che la sostiene, non dentro Asti Pride. Siamo fieramente, convintamente, contro il Fascismo, per l’accoglienza e contro le discriminazioni. Gran parte della cittadinanza esige delle risposte: politicamente e personalmente il sindaco di Asti da che parte sta? Quale tipo di associazioni sostiene? Chi lotta per i diritti civili o chi inneggia al Duce su Facebook? L’intera Giunta chi sostiene? Sarebbe possibile per Sole che sorgi, che ha come logo una croce celtica, avere un patrocino? Chi ha costretto Rasero a decidere di contrapporre il nostro progetto a Sole che sorgi? Se la lapide di Mussolini (pubblicata sulla pagina Facebook di Sole che sorgi, ma poi cancellata dopo lo scoppio della querelle ndr) è solo rimembranza storica, cosa vuol dire la didascalia: l’associazione compatta come un’unica Legione?”

Dopo gli interventi di Asti Pride hanno preso la parola alcuni esponenti della società civile e consiglieri comunali mentre domani, mercoledì, saranno i vertici di Sole che sorgi ad incontrare i giornalisti per spiegare, dal loro punto di vista, quanto successo negli ultimi giorni e rispondere a tutte le accuse di simpatie neofasciste mosse da più parti.

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