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10 Marzo 2021 09:12:49
Asti, nonostante il Pride che ha portato più di 8.000 persone per le strade sotto la bandiera arcobaleno, ha ancora parecchie sacche di residenza circa l'inclusione e il rispetto di tutti i suoi cittadini, a cominciare da coloro che appartengono alla comunità LGBTQI. Su questo Patrizio Onori lancia una frecciata all'amministrazione comunale guidata dal sindaco Rasero che, come ampiamente raccontato, si era spaccata rispetto a concedere il patrocino al manifestazione. «Noi siamo più che disponibili a collaborare con le istituzioni e avevamo chiesto all'amministrazione Rasero di far entrare Asti nella Rete RE.A.DY che lavora per il riconoscimento e alla promozione dei diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali, transgender - ricorda Onori - Poi avevamo chiesto di poter riqualificare il sottopasso di piazza Marconi, ma anche questo non è stato possibile dopo l'entrata in campo dell'associazione Sole che Sorgi e della sua controproposta. Alla fine nessuno ha fatto niente. Ecco questi episodi ci fanno dire che la collaborazione con il Comune di Asti scarseggia abbastanza». Ma anche con le scuole di Asti si potrebbe fare di più stando a quanto riferito da Vittoria Briccarello: «Una volta erano i ragazzi a chiamarci durante le settimane di autogestione, ma ora dipende solo più dai dirigenti o dagli insegnanti e, pandemia a parte, questo capita raramente Abbiamo lavorato bene con il Liceo Classico, ma non con le altre scuole alle quali ricordo che siamo disponibili anche per eventi on line da organizzare nel rispetto delle misure antiCovid». L'associazione Asti Pride non ha comunque intenzione di fermarsi qui e ha già in programma nuove iniziative che metterà in campo non appena l'emergenza sanitaria lo permetterà.Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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