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Nuovo servizio

Asti Pride lancia l’Abbraccio LGBTQI: una linea contro le discriminazioni e le violenze sull’identità sessuale

È attiva tutti i martedì, dalle 15 alle 16, chiamando il numero 3714663204

L’associazione Asti Pride ha presentato un nuovo servizio telefonico, chiamato l’Abbraccio, per aiutare e sostenere tutti coloro che subiscono discriminazione o violenza, fisica o verbale, a causa del loro orientamento sessuale e per via dell’identità di genere.

Il numero telefonico, operativo in collaborazione con la psicologa Martina Gerbi, l’avvocato Giuseppe Vitello, il Nodo Antidiscriminazioni della provincia di Asti e l’Orecchio di Venere, centro antiviolenza della C.R.I, è attivo tutti i martedì, dalle 15 alle 16, chiamando il 3714663204.

A rispondere sarà proprio Martina Gerbi, psicologa e psicoterapeuta, che farà da filtro per valutare le situazioni raccontate dagli utenti così da offrire un sostegno istantaneo. Va da sé che alcuni casi, quelli potenzialmente più delicati o gravi, verranno valutati in collaborazione con l’avvocato Vitello e gli altri partner del servizio così da dare le risposte più utili per risolverli o gestirli se si tratta di situazioni molto critiche.

Tra queste, come spiegato da Vittoria Briccarello e Patrizio Onori, rispettivamente presidente e vice dell’associazione Asti Pride, ci sono situazioni che la pandemia ha aiutato a peggiorare. «Stare molto a lungo in casa, a causa delle restrizioni sanitarie, con persone che non accettano la tua identità sessuale, ha acuito queste problematiche nei più giovani. Ma negli ultimi anni, in Italia, abbiamo assistito ad un crescendo di discorsi di odio contro la comunità LGBTQI lanciati da schieramenti politici. Per noi è quindi importante aver attivato questo servizio che dia un sostegno e un aiuto immediato a chi si sente discriminato o che subisce aggressioni fisiche e verbali, a scuola come sul posto di lavoro, perché durante il primo Asti Pride avevamo promesso che non avremmo lasciato solo nessuno».

Asti, nonostante il Pride che ha portato più di 8.000 persone per le strade sotto la bandiera arcobaleno, ha ancora parecchie sacche di residenza circa l’inclusione e il rispetto di tutti i suoi cittadini, a cominciare da coloro che appartengono alla comunità LGBTQI.

Su questo Patrizio Onori lancia una frecciata all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Rasero che, come ampiamente raccontato, si era spaccata rispetto a concedere il patrocino al manifestazione.

«Noi siamo più che disponibili a collaborare con le istituzioni e avevamo chiesto all’amministrazione Rasero di far entrare Asti nella Rete RE.A.DY che lavora  per il riconoscimento e alla promozione dei diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali, transgender – ricorda Onori – Poi avevamo chiesto di poter riqualificare il sottopasso di piazza Marconi, ma anche questo non è stato possibile dopo l’entrata in campo dell’associazione Sole che Sorgi e della sua controproposta. Alla fine nessuno ha fatto niente. Ecco questi episodi ci fanno dire che la collaborazione con il Comune di Asti scarseggia abbastanza».

Ma anche con le scuole di Asti si potrebbe fare di più stando a quanto riferito da Vittoria Briccarello: «Una volta erano i ragazzi a chiamarci durante le settimane di autogestione, ma ora dipende solo più dai dirigenti o dagli insegnanti e, pandemia a parte, questo capita raramente Abbiamo lavorato bene con il Liceo Classico, ma non con le altre scuole alle quali ricordo che siamo disponibili anche per eventi on line da organizzare nel rispetto delle misure antiCovid».

L’associazione Asti Pride non ha comunque intenzione di fermarsi qui e ha già in programma nuove iniziative che metterà in campo non appena l’emergenza sanitaria lo permetterà.

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