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Asti Pride: quasi 8.000 persone sfilano sotto i colori dell’arcobaleno

Un corteo pacifico, senza eccessi, divertente e accolto da migliaia di cittadini: Asti ha vinto la sfida dell'inclusione

Asti Pride: successo oltre ogni previsione

E’ terminato da poche ore il primo Asti Pride, la manifestazione organizzata CGIL Nuovi Diritti, dall’Associazione Love is Love – Arcigay Asti e dal Comitato ARCI, che ha rivendicato uguaglianza di diritti e inclusione sociale per i cittadini che appartengono alla comunità LGBTQI.

Da piazza del Palio, luogo del ritrovo, il corteo dei manifestanti è partito alle 17,30 per incamminarsi lungo le strade del centro città: corso Einaudi, piazza Alfieri, corso Alfieri, piazza Roma, via Roero e piazza San Giuseppe.

Ma il corteo, animato da bandiere arcobaleno, musica, animazione e tantissimi giovani, è stato accompagnato da molte famiglie tradizionali che hanno sfilato con la comunità gay per dimostrare di essere con lei e di condividere le sue battaglie.

Rasero: “Una giornata magnifica”

Secondo le stime degli organizzatori, hanno preso parte al Pride circa 8.000 persone; il coinvolgimento della città è stato molto forte e lungo corso Alfieri, tra piazza Alfieri e piazza Roma, migliaia di persone hanno accolto il corteo con applausi e tanta curiosità.

Se si aspettavano di vedere donne e uomini nudi, in situazioni “sconvenienti” o altro, sono rimasti delusi perché il Pride, come confermato dai politici presenti, tra cui il sindaco di Asti Maurizio Rasero, o da molti spettatori, è stato ben altro: “Una giornata magnifica, favolosa e se gli organizzatori lo vorranno sarà assolutamente da ripetere” ha poi detto Rasero nei discorsi finali.

Nessuna violenza, nessuna provocazione oltre i limiti del caso, solo tanta voglia di stare insieme e un messaggio inequivocabile: Asti è la città dell’accoglienza e tutti sono i benvenuti.

Asti Pride per tutti gli astigiani

Pubblicato da La Nuova Provincia – Asti e il suo giornale su Sabato 6 luglio 2019

Il ricordo di Miguel in piazza Roma

In piazza Roma il Pride si è fermato per una ventina di minuti per ricordare Miguel, 19 anni, attivista della comunità LGBTQI e vittima di aggressione sessuale nei giardini Alganon, suicidatosi dopo pochi mesi da quel fatto. A parlare di Miguel è stata la sorella Cinzia: “Miguel aveva due sogni: essere se stesso ed essere libero. Oggi lui è con noi e noi siamo qui al suo posto con il coraggio che avete dimostrato. Vi amo”.

I discorsi ufficiali del Pride si sono tenuti in piazza San Giuseppe, vicino a FuoriLuogo. A salire sul palco non solo il sindaco Rasero con assessori, consiglieri e il presidente del Consiglio comunale che hanno sostenuto il Pride e difeso il patrocinio alla  manifestazione, ma anche il padrino dell’evento, l’attore e scrittore Carlo Gabardini. “E’ un Pride stupendo ed essere gay è bellissimo, non è una malattia, né un problema – ha detto l’attore – Io non voglio essere tollerato in quanto gay, ma incluso. Basta con la tolleranza, non ho nulla di cui vergognarmi. Prima abbiamo ricordato una persona che si è tolta la vita dopo aver subito un atto di omofobia e una violenta aggressione; quindi come si fa a dire che siamo noi i violenti? Sono orgoglioso di essere il vostro padrino e Asti potrebbe diventare la prima città a fare un Pride al mese”.

Sul palco sono saliti gli organizzatori del Pride e altri testimonial tra cui la giovane Martina, 23 anni, che ha chiesto alla sua compagna Marta di sposarla.

Ampi servizi saranno pubblicati sul giornale di martedì

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