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Asti, Quaglia all’attacco: «Dopo 2 anni l’ossario è ancora transennato»

La consigliera comunale di minoranza chiede spiegazioni sui ritardi dei lavori di ristrutturazione di una parte del cimitero

Ad Asti continuano le criticità al cimitero

Sono passati due anni da quando si iniziò a parlare del grave problema di ammaloramento, a causa di infiltrazioni d’acqua, degli ossari nel triangolo sinistro del cimitero, ma ad oggi la situazione continua a essere critica e le transenne, poste a sicurezza dell’incolumità dei passanti, continuano a delimitare l’area in attesa che si intervenga. E’ la consigliera comunale Angela Quaglia (CambiAMO Asti) che riaccende il caso dell’ossario dopo essere stata sollecitata da alcuni cittadini. «Considerato che già due anni fa, a seguito di un sopralluogo per la stessa ragione, il sindaco ebbe a dichiarare che avrebbe dato incarico agli uffici affinché la situazione venisse risolta – spiega – e considerato che in due anni non è cambiato nulla e che restano ancora le transenne per impedire ai parenti dei defunti di avvicinarsi agli ossari, vorrei conoscere se, quando e a chi sia stato dato incarico di messa in sicurezza e decoro di tale porzione del cimitero, quante risorse siano state stanziate e i tempi di lavoro previsti».

Lo spostamento interessa anche Colin Ashby

La storia dell’ossario fatiscente è stata raccontata più volte dagli organi di informazione: molte tombe sono ormai abbandonate, altre no e tra queste c’è anche quella del piccolo Colin Ashby (1960-1968) di origine giamaicana morto cadendo da un treno che l’avrebbe portato verso l’Inghilterra dove si sarebbe riunito con i genitori. Un caso, quello di Colin, che commosse la comunità spingendo una famiglia astigiana ad “adottarlo” preservandone il ricordo. L’ossario necessita di un articolato intervento di ristrutturazione che non potrà essere realizzato fino a quando non saranno trasferiti altrove i resti dei quasi 300 defunti conservati al suo interno.

Censiti 297 resti con appena 38 parenti in vita

Su 297 resti censiti solo in 38 casi si sono presentati i parenti per rispondere all’avviso esposto dal Comune, già lo scorso novembre, utile ad allertare di quello che sembrava essere un imminente spostamento. Le ossa dei defunti, i cui parenti hanno preso contatto con il Comune, verranno trasferite in un nuovo ossario prossimo alla consegna insieme a nuovi loculi mentre tutte le altre, che appartengono a defunti “senza famiglia” o comunque di cui non si riesce a risalire al parente più prossimo, saranno trasportate nell’ossario comune. In ogni caso sembra che i lavori di consolidamento e ristrutturazione del vecchio ossario non inizieranno prima del 2020.

«Ad oggi sono poche le persone che si sono presentate per quei resti – spiega il consigliere delegato Piero Ferrero – ma per quanto riguarda le tempistiche siamo in dirittura d’arrivo sulle consegne dei primi 50 loculi; una volta svuotato l’ossario del triangolo sinistro si valuterà lo stato in cui versa e decideremo come intervenire, se ricostruirlo o ristrutturarlo, considerato che la ristrutturazione della batteria di loculi costerebbe circa metà che ricostruirlo da zero».

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