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Asti, rischi di assembramenti: niente maxischermo per la finale degli Europei

La decisione del sindaco Maurizio Rasero nonostante le richieste giunte al Comune di posizionarlo in una delle piazze cittadine

Nelle ultime settimane, le vittorie calcistiche della Nazionale hanno riacceso l’entusiasmo e l’euforia sopiti anche a causa della pandemia e hanno rivitalizzato il senso di appartenenza e patriottismo tipico degli italiani. I successi sportivi, quindi, sono stati vissuti anche a livello emotivo quasi come una vittoria della speranza e del desiderio di ritorno alla normalità. Da qui i grandi festeggiamenti che hanno coinvolto anche la comunità astigiana e che hanno indotto molti giovani concittadini a chiedere all’Amministrazione comunale il posizionamento di un maxischerno che consentisse loro di vedere, domenica prossima, tutti insieme, la finale degli europei.

Tuttavia, fatte le opportune valutazioni, e ringraziando tutti i dipendenti comunali dei settori interessati che si sono adoperati per verificare la fattibilità dell’iniziativa, sentite la Prefettura e la Questura per esaminare nel dettaglio i pro ed i contro di un evento di questa portata, «sono giunto alla conclusione che non è possibile dare seguito alla richiesta dei più giovani», ha dichiarato il sindaco di Asti Maurizio Rasero.

Infatti, in questo periodo in cui sussiste ancora lo stato di emergenza pandemica, ogni evento deve essere organizzato non solo rispettando le norme di safety e di security previste dal nostro ordinamento, ma anche applicando i protocolli anticovid che ne limitano operativamente le modalità organizzative, basti pensare alla gestione degli spazi per evitare assembramenti o alle registrazioni per monitorare gli ingressi. 

Si è immaginato di allestire spazi aperti come, ad esempio, piazza Alfieri o piazza San Secondo, oppure utilizzare strutture sportive come, ad esempio, lo stadio comunale installando un maxischermo dalle dimensioni 4×6 il cui costo di noleggio si aggira intorno ai 4.000 euro, cui, peraltro, devono sommarsi le altre spese vive. 

Grazie alla disponibilità ed alla collaborazione del consigliere comunale, avv. Giovanni Trombetta, che ha contattato attività private locali, sono stati reperiti sponsor che di fatto avrebbero coperto tutte le spese dell’evento. Appare pertanto evidente che la scelta non è dettata da motivi economici, ma esclusivamente dall’intento di tutelare l’incolumità e la salute della comunità.

Inoltre, le vigenti norme in materia avrebbero consentito l’ingresso alla location scelta solo a poche centinaia di persone, opportunamente prenotate e registrate per le verifiche richieste, lasciando fuori numerosi concittadini ugualmente desiderosi di assistere alla partita.

Si è tenuto poi conto del fatto che in città, ormai oltre 20 esercizi commerciali dediti alla somministrazione si sono dotati di maxischermi  per consentire, ovviamente su prenotazione, la visione della partita e, pertanto, si è optato per questa scelta sia per non fare concorrenza a questi esercenti, purtroppo a lungo danneggiati dalle restrizioni imposte dalla pandemia, sia perché in questo modo i cittadini non saranno concentrati in un unico spazio e, quindi, sarà più facile evitare assembramenti ed altre criticità. «Ognuno potrà vedere la finale dove preferirà e, personalmente, – aggiunge il sindaco di Asti Maurizio Rasero – io la seguirò con le stesse modalità di quelle precedenti, anche per una questione scaramantica, e, a tal proposito, visti i successi sinora inanellati, invito tutti a non cambiare abitudine».

Dopo se si potrà festeggiare, lo si potrà fare, ma nel massimo rispetto delle persone, delle cose pubbliche e   private, ricordando che gli eventuali illeciti saranno perseguiti e sanzionati. In merito, il sindaco ha precisato che, con riferimento ad alcuni degli episodi verificatisi nei giorni scorsi, numerosi autori dei danneggiamenti arrecati a beni pubblici e privati sono stati individuati e saranno pertanto perseguiti.

In conclusione, facciamo in modo che se festa dovrà essere, che festa sia!

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