Cerca
Close this search box.
laurana lajolo guido cardello daniele dal colle
Attualità
Video 
Resistenza e memoria

Asti, rose rosse e una ballata per ricordare la fucilazione di Remo Dovano (Donovan) [Video]

La toccante cerimonia al poligono di tiro di Sessant ai piedi del pino che il padre del partigiano e altri compagni piantarono 80 anni fa

Un pino alto, robusto, solidamente piantato a terra che svetta ai bordi del tiro a segno dove si continua a sparare. Ma se oggi chi va lì ed impugna un’arma lo fa per hobby o per addestramento, 80 anni fa, la mattina del 4 maggio, chi sparò lo fece per uccidere un operaio di appena 24 anni, Remo Dovano, nome di battaglia “Donovan”.

Dovano era uno degli operai partigiani della Way Assauto, un operaio poeta, per dirla tutta, spinto, come molti altri suo coetanei, dall’esasperazione della guerra e della dittatura fascista. Remo era stato catturato quattro giorni prima perchè era stato sorpreso dalle Brigate Nere fasciste ad appendere dei manifesti che inneggiavano alla pace e al lavoro.

Nella giornata di ieri, sabato, una nutrita delegazione dell’Anpi, guidata dal vicepresidente Guido Cardello, grazie all’autorizzazione del direttivo del tiro a segno di Sessant, ha reso omaggio al luogo in cui il giovane operaio venne ucciso. A ricordare quella fucilazione c’è da tempo una targa all’ingresso del poligono e quel pino, alto e maestoso, che di anni ne ha 80 perchè fu piantato poco dopo la fine della guerra dal padre di Remo e da alcuni amici partigiani nel punto esatto in cui l’operaio venne fucilato.

Ai suoi piedi deposto un mazzo con rose rosse, quelle che lui mandava alla sua fidanzata Rina insieme a leggere straordinariamente poetiche e struggenti, come l’ultima scritta poco prima di essere ucciso.

A tracciarne il ricordo Laurana Lajolo che quest’anno è stata anche l’oratrice ufficiale del 25 Aprile in piazza San Secondo:  «Remo è stato uno dei primi garibaldini e faceva parte delle SAP,  squadre di azione patriottica. Nella notte fra il 30 aprile e il primo maggio del 1944 venne arrestato insieme ad altri compagni che affiggevano i manifesti contro la guerra ed esortavano uno sciopero dimostrativo». Dopo l’arresto, quattro giorni di torture da parte di militari dell’Ufficio Politico Investigativo. «Hanno fatto per sei ore la tortura della sete dopo avergli fatto ingoiare acciughe e sale. Lo hanno fatto stare per 36 ore sdraiato su un tavolaccio con la spina dorsale contro lo spigolo e la testa in giù e un peso alle gambe. E’ stato poi messo a confronto con altri tre compagni comunisti delle Sap: Dario Carosso, Valerio Fresia e Pierluigi Miroglio. Quest’ultimo raccontò che quando entrarono nella stanza della Questura non riconobbero Remo tanto era distrutto nel fisico. Ma non nel suo ideale e non li ha mai riconosciuti, salvando loro la vita».

Laurana Lajolo ha anche letto una delle poesie dedicate a Rina. Subito dopo la ballata che Daniele Dal Colle ha dedicato a Remo Dovano musicando proprio la sua ultima lettera scritta prima di morire.

L’omaggio è proseguito al Circolo Way Assauto davanti al monumento che dall’anno scorso campeggia nel giardino a ricordo perenne del sacrificio di quel giovane operaio.

Condividi:

Facebook
Twitter
WhatsApp

Le principali notizie di Asti e provincia direttamente su WhatsApp. Iscriviti al canale gratuito de La Nuova Provincia cliccando sul seguente link

Scopri inoltre:

Edizione digitale