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Il caso

Asti, secondo round sull’autolavaggio abusivo da 12 anni in un terreno del Comune

Il vicesindaco Morra risponde sulla vicenda dell’attività “P&2B Car Wash” di via Pisa, ma difende l’operato dell’Ente

Un nuovo tassello entra nella complicata, ma per certi versi surreale, vicenda dell’autolavaggio “P&2B Car Wash S.a.s” di via Pisa, abusivo da oltre 12 anni su un terreno del Comune. Abusivo perché la concessione comunale è scaduta nel 2012 e non è più stata rinnovata, ma neanche è stato dato lo sfratto all’imprenditore Luca Piovanotto, titolare dell’autolavaggio, che adesso annuncia azioni legali contro l’Ente raccontando di aver subito danni economici consistenti a causa del “limbo amministrativo” nel quale ha dovuto opera.

L’incredibile vicenda, emersa dopo la denuncia di Piovanotto al nostro giornale, è poi confluita in un’interpellanza del consigliere comunale Malandrone (Ambiente Asti) a cui il vicesindaco Morra ha dato risposta nei giorni scorsi. «La concessione non fu rinnovata essendo intenzione delle amministrazioni che si sono susseguite fino ad oggi di regolarizzare la posizione non già con una concessione, ma con la vendita del sedime a mezzo di un bando pubblico, anche come richiesto della “P&2B Car Wash S.a.s”».

Morra ha confermato che il Comune inserì l’area dell’autolavaggio (insieme a quella a nord dello stesso, l’attuale parcheggio del Mercato Ortofrutticolo) nel piano delle alienazioni 2015/2017, poi 2018/2020, ma nessuno si propose di acquistare il pacchetto completo, neanche Piovanotto disponibile, invece, ad acquistare il terreno di sua pertinenza.

«Il Comune ha consentito all’imprenditore di mantenere l’attività in regime di occupazione temporanea senza titolo formale, – continua il vicesindaco – comunque dietro corrispettivo di un canone pari a quello concordato in fase di concessione (attualmente in fase di morosità per il mancato pagamento delle mensilità più recenti)». Morra ha ribadito che la Tari dev’essere comunque pagata «a prescindere dal titolo di occupazione, in quanto produttore di rifiuti», ma anche l’Imu. «Piovanotto non ha mai accettato il prezzo proposto (di vendita ndr) – conclude Morra – ciò nonostante non gli è stata inviata nessuna notifica definitiva di sgombero dell’area, che pure sarebbe stata più che lecita, sia per non creare un danno economico all’attività, sia nella fiducia che l’imprenditore avrebbe fatto, come più volte da lui stesso esplicitato, un’offerta vicina alla valutazione del Comune».

Nel frattempo un altro imprenditore, l’unico che ha una concessione all’interno dell’ex Mercato Ortofrutticolo, interviene dopo l’annuncio della futura vendita all’asta dell’immobile.

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