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Asti, si celebra il IV Novembre ricordando il ruolo importante delle donne durante le guerre

Ne ha parlato il presidente del Nastro Azzurro, Marco Montagnani nel suo intervento davanti alle “Pietre della Memoria”

Un pensiero fuori dagli schemi quello che il presidente del Nastro Azzurro di Asti, Marco Montagnani, ha espresso durante il suo intervento questa mattina davanti al monumento “Le pietre della Memoria” presente di fronte al Tribunale di Asti.

Un monumento dedicato, come si legge sulla targa, alle “Eterne sentinelle dell’eroismo d’Italia” riferito a tutti i soldati che combatterono e che persero la vita nelle guerre passate. Monumento sormontato da pietre prelevate da ogni montagna in cui si consumarono feroci scontri, dal Montegrappa al Col Moschin, dalle Tre Cime di Lavaredo all’Ortigara, dal Montello al Falzarego.

«Non possiamo dimenticare le donne che mantennero saldo il fronte interno d’Italia mentre gli uomini erano al fronte. Sono state il collante sociale delle famiglie, si occuparono degli anziani e dei bambini ma anche di mandare avanti l’industria bellica che riforniva le armi a chi era al fronte e l’agricoltura per sfamare la popolazione – ha detto Montagnani che ha ricordato anche  come – non esiste la parola nemico. Le associazioni d’Arma astigiane sono fatte di persone di pace. E anche i soldati che, nelle varie guerre, andarono in battaglia, non partirono nè felici e molti neppure così convinti, ma lo fecero per dovere verso la patria. Questo va ricordato ai giovani».

Così come il vescovo emerito di Asti, monsignor Ravinale, nel dare la benedizione al monumento e a tutti i labari e autorità, ha ricordato che il IV Novembre segna la fine della prima guerra mondiale: «Sia un auspicio alla pace di cui abbiamo così bisogno anche oggi».

Il secondo appuntamento, dopo la celebrazione della messa in Collegiata, è stata al Monumento di piazza Primo Maggio, anche qui alla presenza delle massime autorità della provincia. Dopo l’alzabandiera e l’inno nazionale eseguito dalla Banda Città di Asti, sono stati resi gli onori ai Caduti di tutte le guerre mentre alle associazioni combattentistiche e d’Arma è stata affidata la lettura della Preghiera del Combattente e del Bollettino della Vittoria con cui il Generale Diaz annunciò la disfatta nemica. Erano presenti anche numerose classi della scuola elementare Baracca e alcuni alunni degli Istituti di Istruzione Superiore Giobert e Alfieri hanno letto alcune brevi testimonianze concernenti il vissuto delle donne durante la Grande Guerra, sottolineandone il decisivo ruolo assunto nella società dell’epoca, allorquando seppero sopperire ai vuoti lasciati nei posti di lavoro dagli uomini, chiamati alle armi.
In serata la chiusura con l’omaggio al monumento agli alpini che si trova in piaza Libertà del quale ricorre il cinquantenario della realizzazione.
Fu voluto dalla sezione ANA di Asti nel 1972 per dare perenne ricorso agli Alpini caduti per l’Italia. Su progetto dell’architetto Salva Garipoli, su realizzato dallo scultore Riccardo Cordero.
Posato in un punto centrale della città e di grande passaggio, davanti alla prestigiosa sede della Cassa di Risparmio di Asti, circondato da un prato. Alla sua base sono riportati gli stemmi delle Divisioni Tridentina, Julia, Orobica, Cadore e Taurinense.

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