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Asti si prepara per la candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2025

Due incontri in Sala Pastrone hanno avviato ufficialmente l’iter per predisporre il dossier e superare la prima fase

È iniziato ufficialmente l’iter della candidatura di Asti a Capitale Italiana della Cultura 2025. Il battesimo di questa nuova sfida, dopo la candidatura a Capitale Europea del Volontariato 2023, conclusa con la vittoria della città di Trondheim (Norvegia), è avvenuto attraverso due incontri in Sala Pastrone.

Per l’occasione gli amministratori comunali hanno spiegato gli step che porteranno la città a contendersi il podio gareggiando, ad esempio, con Agrigento, Aosta, Assisi, Bagnoregio (Viterbo), Reggio Calabria, Enna, ma anche Orvieto (Terni), Otranto (Lecce), Pescina (L’Aquila), Spoleto (Perugia) e Sulmona (L’Aquila). Le dieci città finaliste saranno decretate dalla commissione entro il 15 novembre, mentre la procedura di valutazione terminerà entro il 17 gennaio 2023.

L’assessore alla Cultura, Paride Candelaresi, ha invitato tutti i soggetti interessati a portare idee, confrontandosi sulla candidatura, e a collaborare con l’Ente. I due incontri in Sala Pastrone (laboratori tematici con tutti gli addetti del settore), si sono svolti con grande successo di presenze e con la visione di suggestivi video di luoghi, momenti e personaggi della città attraverso le foto di Giulio Morra e Gabriele Picello, con il montaggio video di Pierfranco Verrua. «Asti deve ritrovare l’orgoglio necessario a sentirsi di serie A e non più eterna seconda – commenta Candelaresi – Questa candidatura è importante perché nel nostro caso le tappe di questo percorso sono quasi più importanti dell’obiettivo. Vedere questo affollato gruppo di persone così attente e dedite all’ascolto mi è parso un ottimo segnale per mettere da parte i personalismi e giocarci al meglio questa partita. È necessaria la collaborazione per dimostrarsi davvero virtuosi».

Barbara Molina, che fa parte del gruppo di lavoro, ha invece spiegato i risultati di un primo focus nato da venti interviste realizzate a personalità del mondo della cultura. Interviste «dalle quali sono emersi i punti di forza e le criticità sulle quali si dovrà concentrare il lavoro dei prossimi mesi». Il manager Roberto Daneo, cui è affidata la realizzazione del dossier, ha indicato i criteri del bando ministeriale a cui attenersi, il timing e la struttura dello stesso. Per la stesura del documento sono stati avviati cinque laboratori tematici, con i loro referenti, cui ci si potrà iscrivere per portare contributi e idee: “Ambiente e Territorio” (Marco Pesce), “Arte e Cultura” (Donatella Gnetti), “Folklore e Tradizione” (Maria Grazia Bologna) , “Volontariato” (Francesco Marzo e Carlo Picchio), “Turismo, Sport e Benessere” (Mauro Carbone).

«Asti ci sta credendo fortemente – commenta il sindaco Maurizio Rasero – la numerosa partecipazione a questo evento mi ha ulteriormente convinto che le realtà culturali riunite in questi due giorni saranno capaci di fare una rete straordinaria sull’intero territorio, portando nel dossier progetti di alta qualità. Era da tempo che non percepivo così tanta vivacità culturale e desiderio di riuscire. Credo nel coraggio e nell’eroismo quotidiano che una città come Asti sta continuando a dimostrare e qualunque sarà il risultato di questa candidatura, il lavoro svolto in queste settimane potrà comunque avere un importante valore per le prossime iniziative».

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