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Asti: si vuole creare un nuovo padiglione per 200 detenuti nel carcere di Quarto?

Il sindaco Maurizio Rasero l'ha appreso incontrando il Garante Regionale dei Detenuti Bruno Mellano

Nuovo padiglione nel carcere di Quarto d’Asti: ecco cosa sta succedendo

Come un fulmine a ciel sereno, l’amministrazione di Asti, guidata dal sindaco Maurizio Rasero, ha scoperto che potrebbe esistere l’intenzione, da parte del Ministero, di costruire un nuovo padiglione nel carcere di Quarto per accogliere, si stima, 200 detenuti inseriti nella “custodia attenuata”. Rasero e l’assessore ai servizi sociali Mariangela Cotto hanno saputo di questo ipotetico progetto incontrando il Garante Regionale dei Detenuti Bruno Mellano.

Quest’ultimo, infatti, ha illustrato loro il 4° Dossier delle criticità strutturali e logistiche relativo alle carceri piemontesi dove si parla anche della casa circondariale di Quarto. La prigione, in passato, era già stata “promossa” a carcere con sezione di “alta sicurezza”, decisione calata dall’alto e fortemente contestata dalle precedenti amministrazioni comunali.

«Stiamo scrivendo a tutti i rappresentanti politici del territorio per avere informazioni in merito e per dire loro che quella struttura non è adatta a ospitare ancora più detenuti e, se ciò dovesse avvenire, i servizi sociali della città subirebbero una ricaduta molto pesante – commenta il sindaco Rasero – Ci sono strutture, anche nelle vicinanze, ben più adeguate per ospitare quel tipo di detenzione. Per quanto ci riguarda daremo battaglia contro ogni progetto che preveda l’allargamento del carcere di Quarto».

Giaccone (Lega): «Servono più agenti, non detenuti»

Anche il parlamentare astigiano Andrea Giaccone (Lega) annuncia l’intenzione di dare battaglia: «Presenterò un’interrogazione al ministro per capire cosa ci sia di vero in questa storia – spiega il deputato – ma ricordo di aver già presentato diverse interrogazioni sul carcere di Asti perché mancano sovrintendenti e agenti di polizia penitenziaria, non certo detenuti».

«Chiederemo spiegazioni al Ministero competente – concludono gli amministratori comunali – in considerazione che un simile progetto dovrà trovare la collaborazione del Comune e dell’Asl». Ma nel Dossier sulle criticità strutturali vengono segnalate anche altre necessità come “l’adeguamento, ampliamento e rifunzionalizzazione dei servizi di accoglienza dei parenti, in particolare per quanto riguarda i colloqui con i figli minori che ora si svolgono in condizioni del tutto inadeguate e la costruzione di spazi per i progetti e le attività trattamentali, formative e scolastiche”.

Anche il senatore di Forza Italia Massimo Berruti ha presentato un’interrogazione al Ministro della Giustizia Bonafede.