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Elezioni 2022

Azione e Italia Viva: dal terzo polo più spazio alle competenze e sostegno all’imprenditoria giovanile

L’avvocato Francesca Bassa, esperta di privacy e cybersecurity, e candidata alla Camera e sostiene l’agenda Draghi: «Valorizziamo le competenze»

L’avvocato astigiano Francesca Bassa, 38 anni, è candidata del terzo polo alla Camera dei Deputati (Collegio Proporzionale Piemonte 2) in quarta posizione nel listino. Esperta di diritto digitale, attiva nel campo della data protection e cybersecurity, è anche docente di alta formazione in ambito privacy. Tesserata in Azione, il partito fondato da Carlo Calenda, condivide il programma politico del terzo polo che vede nell’agenda Draghi un faro da seguire anche dopo il 25 settembre. Bassa intende dare voce alle necessità delle nuove generazioni, i nativi digitali che, anche prima della pandemia e della guerra in Ucraina, lamentavano estreme difficoltà nell’inserirsi nel mondo del lavoro dando seguito agli studi universitari.

«Nel programma del terzo polo ci sono più punti che parlano di giovani e uno specifico in cui si parla di investire in competenze digitali. – spiega – Vogliamo incentivare la formazione dei giovani in campo digitale, ma anche la possibilità di vedere riconosciuto il titolo di studio in tutta Europa. Inoltre cerchiamo di incentivare l’imprenditorialità giovanile e proponiamo di regolare tirocini formativi con incentivi alle imprese. Intendiamo, inoltre, estendere l’istituto delle lauree abilitanti per fare in modo che si semplifichi l’accesso alle professioni». Il terzo polo punta ad azzerare, per i primi tre anni, le tasse per i giovani, fino a 35 anni, che avviano un’attività imprenditoriale dando loro la possibilità di pagarle a rate, successivamente.

«Proponiamo anche aiuti ai lavoratori autonomi; ad esempio per colui che si trova in regime forfettario pensiamo a uno scivolo biennale di tassazione agevolata». Azione e Italia Viva mirano a incentivare la digitalizzazione nella pubblica amministrazione e nel settore privato. «Sosteniamo lo sviluppo di infrastrutture digitali, – precisa Francesca Bassa – la cybersecurity e vogliamo sviluppare competenze con un potenziamento degli istituti tecnici». Il terzo polo promuove di trasformare le prefetture «in centri unici dello Stato, un luogo dove cittadini e imprese trovino tutti gli interlocutori, il front office di uno Stato leggero». E ancora: approvazione annuale di leggi sulla concorrenza, la riforma delle concessioni balneari approvata dal Governo Draghi, attuare una liberalizzazione del trasporto pubblico non di linea. Agenda Draghi, quindi, con un tecnico premier anziché politico?

«Per noi sono importanti competenze e serietà: – spiega Bassa – Draghi è il soggetto più autorevole che abbiamo a livello internazionale e per noi riaverlo sarebbe molto prestigioso. La competenza secondo noi è tecnica: preferiamo persone che sappiano parlare poco e bene anziché tanto e male». Sul piano internazionale il terzo polo rivendica il proprio ruolo a fianco dell’Ucraina «senza alcun indugio», ma sui problemi nati dopo lo scoppio della guerra punta a nuove forme di approvvigionamento energetico. Infine ci sono alcune battaglie del terzo polo che Francesca Bassa sposa personalmente: estensione dei diritti civili alla comunità LGBTQI, approvazione della legge contro l’omotransfobia e sì allo ius scholae.

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