Il dottor Bertola riparte in aiuto della “sua” Africa
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Il dottor Bertola riparte in aiuto della “sua” Africa

«A Dio piacendo giovedì partiremo con l’ambulanza carica di materiale sanitario: destinazione, l’Africa più povera e emarginata». E’ un entusiasmo ponderato quello che anima Pierluigi

«A Dio piacendo giovedì partiremo con l’ambulanza carica di materiale sanitario: destinazione, l’Africa più povera e emarginata». E’ un entusiasmo ponderato quello che anima Pierluigi Bertola, cardiologo e fondatore della onlus Cooperazione Italiana Solidarietà, alla vigilia dell’ennesimo viaggio sulle strade della solidarietà. Da un decennio il medico canellese, con la sua associazione, aiuta ospedali, infermerie e volontari nei luoghi più abbandonati del pianeta, dove guerre, malattie e disinteresse rendono, se possibile, ancor più ardua la già dura povertà quotidiana. Destinazione Costa d’Avorio, Paese dell’africa occidentale dove esistono ancora molte sacche di instabilità sociale ed economica.

«Sull’ambulanza, acquistata dal Cis, ci saranno un ecografo ginecologico, una poltrona attrezzata per interventi ginecologici, colposcopie, laser ed aspiratore donatici dal ginecologo genovese Marcello Alessi. E, ancora, due elettrocardiografi, materiale monouso per sala operatoria e rianimazione regalato dal Gaslini, farmaci, scarpe della Bonini di Nizza, materiale scolastico che il dottor Molan dell’ospedale di Alessandria ci ha omaggiato, attrezzature varie per ambulatori». Con Bertola condivideranno l’esperienza Bruno Fantozzi, Piergabriele Riccio e Luciano Saracco. Sosta per il caffè di rito al reparto di Medicina dell’ospedale di Nizza e poi verso Genova.

Il cardiologo canellese descrive il viaggio, più di seimila chilometri tra strade sterrate, deserto e regioni impervie. «Dopo due giorni di navigazione arriveremo a Tangeri: il primo scoglio sarà la dogana marocchina. Da qui, attraversando tutto il Marocco per 800 chilometri, fortunatamente su strade asfaltate, arriveremo a Layounne, conosciuta come la capitale del Sahara occidentale. Sosta per raggiungere Dakla e le dogane marocchine e mauritane». Lasciati alle spalle i riti burocratici, appuntamento all’ospedale di padre Jerome a Nouadhibou in Mauritania al quale verrà donato materiale sanitario. Ingresso in Senegal, breve sosta da suor Celestine a Saint Louis, e ingresso in Mali dove, all’ospedale di Kità, verranno lasciate attrezzature e presidi sanitari.

La meta è l’ospedale che suor Rosanna Gatto Monticone, missionaria delle Figlie di Maria originaria di Nizza, gestisce a Douekouè. «Qui lasceremo l’ambulanza, l’ecografo e farmaci». Rientro previsto il 12 febbraio.
Il viaggio umanitario sarà seguito da Radio Veronica One, con tre collegamenti in diretta, e on line con i siti de La Nuova Provincia, L’Ancora e Gazzetta d’Alba. Tanti i sostenitori dell’iniziativa umanitaria, che Pierluigi Bertola non dimentica mai. «Giuseppe Bocchino che ci omaggia di vino, prezioso lasciapassare a tutte le frontiere, la tipografia Tardito di Canelli, all’amico Lello di Brescia e alla moglie Ivana per la pazienza con la quale mi sopporta nei lunghi mesi di preparazione».

Chi volesse sostenere economicamente il viaggio umanitario può effettuare un versamento sul conto CIS, Iban: IT56S0503447300000000020452. «Quello che facciamo è una goccia, ma il mare è fatto di tante piccole gocce» chiosa Bertola.

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