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Banca Cr Asti e Caritas investono sulla solidarietà

#Ripartireinsieme, 2 milioni e 200 mila euro in aiuto ai bisognosi grazie alla generosità dei dipendenti e del cda del gruppo bancario. A Caritas la gestione dell'iniziativa.

Duplice intervento: sanità e sociale

“Per schiacciare un pidocchio servono due dita”, con questo vecchio proverbio africano Monsignor Marco Prastaro, Vescovo di Asti, ha voluto spiegare il significato del progetto “Ripartire insieme, mettiamo in circolo la solidarietà”. L’iniziativa, realizzata grazie al contributo economico del Gruppo Bancario Cassa Risparmio di Asti e Biver Banca, ha un duplice campo di intervento: la sanità, con elargizioni a favore degli ospedali di Asti, Biella, Vercelli, e il sociale, con percorsi di riavvio per alcuni settori del commercio al dettaglio, esercizi che offrono servizi alla persona, piccoli artigiani.

La cifra raccolta dai dipendenti e raddoppiata dal Cda del Gruppo Bancario

Tutto è iniziato grazie alla generosità dei circa 1900 dipendenti di Crat e Biver Banca che hanno devoluto parte del loro premio di produzione del 2019 a favore dell’iniziativa. La cifra raccolta è stata poi raddoppiata dal Consiglio di Amministrazione che ha permesso, così, di portare i fondi di beneficenza a un totale di 2 milioni e 200mila euro. Tra i diversi partner scelti dalla Banca per la gestione del progetto, c’è anche Caritas Piemonte che, con i suoi 250 centri di ascolto dislocati sul territorio permette di essere vicino alle esigenze dei territori, delle imprese, delle famiglie e dei singoli.

Caritas Piemonte partner principale del progetto

Caritas Piemonte ha ricevuto un contributo dalla Banca di 450 mila euro, dei quali 80 mila euro sono stati destinati a Caritas Ambrosiana per “l’Ostello della Solidarietà” di Lecco che opera a favore dei senza dimora e 40 mila euro sono stati devoluti a Caritas Diocesana di Padova per aiuti in campo sociale. I restanti 330 mila euro sono stati divisi tra le 17 sedi Caritas del Piemonte e della Val d’Aosta. Pierluigi Dovis, delegato regionale Caritas, ha spiegato così gli ulteriori dettagli dell’iniziativa: “Daremo un contributo per la ripartenza del piccolo commercio al dettaglio, dei servizi alla persona, agricoltori o cultura. Settori che hanno avuto grandi problemi a causa dell’emergenza coronavirus. Potranno ricevere un sostegno massimo di 2mila euro, non vincolato alla restituzione e che crei una sorta di economia circolare. Non si tratta di elemosina ma di assunzione di responsabilità del bene comune perché i fruitori del contributo si impegneranno a rendere, in servizi o beni gratuiti ai bisognosi, quanto ricevuto”.

I ringraziamenti di Galvagno e De Martini

Alla conferenza stampa di presentazione del progetto ha partecipato il presidente di Crat Giorgio Galvagno che ha tenuto a ringraziare “tutti i dipendenti del gruppo per la solidarietà dimostrata, dando forza all’iniziativa, e Caritas che, da sempre, aiuta coloro che sono in difficoltà”. Presente anche l’amministratore delegato Carlo De Martini che ha voluto, così, commentare: “Preferiamo fare piuttosto che parlare, per questo abbiamo voluto presentare il progetto quando già era partito. Ci siamo interrogati su come potevamo essere utili in ambito sanitario e sociale e, così, è venuta fuori questa idea sperando di aver raggiunto davvero chi aveva necessità”.

Un progetto di welfare generativo

Beppe Amico, direttore di Caritas Asti, ha tenuto a spiegare il logo del progetto, un cuore circondando da due mani: “È un simbolo di solidarietà e rappresenta perfettamente lo spirito di welfare generativo su cui è costruito il progetto. L’avvio di catena di solidarietà dalla quale si spera di ottenere il massimo del risultato”. A oggi è già stata finanziata un’attività e altre 5 stanno per ricevere il bonifico nei prossimi giorni.

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