Vendemmia, il Barbera è in ritardoma l'annata si annuncia ottima
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Mercato promettente

“Barbera Amica” compie 10 anni

L’accordo di filiera fra Coldiretti Asti e importanti cantine cooperative ha raggiunto i 21 mila quintali di uve conferite

Quest’anno sarà la decima vendemmia della “Barbera Amica”. Un traguardo importante e significativo per l’accordo di filiera ideato da Coldiretti Asti con la Cantina Barbera dei Sei Castelli di Agliano Terme partner storico dell’iniziativa e che oggi coinvolge anche le cantine Terre Astesane di Mombercelli e Produttori di Govone. Vi aderiscono 120 viticoltori riuniti attraverso la cooperativa UeCoop “Terre di Qualità” per una superficie di 315 ettari e 21 mila quintali di uve conferite con l’ultima vendemmia.

«Lo spirito aggregativo di dieci anni fa – puntualizza il presidente di Coldiretti Asti, Marco Reggio che è anche aderente al progetto con le uve prodotte nella sua azienda agricola di Castelnuovo Calcea – è sempre attuale perché permane la necessità di assistere i viticoltori nel realizzare uve di qualità con lo scopo di incidere positivamente sul loro valore di mercato. Il meccanismo è consolidato e il progetto ha sicuramente contribuito ad accrescere la qualità della Barbera d’Asti e quindi alla sua affermazione nel panorama enologico».

Un percorso sempre più gradito dai produttori, prova ne sia che le adesioni dei viticoltori astigiani al progetto Coldiretti sono sempre cresciute di anno in anno, non solo in termini di produttori ma anche di ettari coinvolti.

«Anche per l’annata del decennale – spiega il direttore di Coldiretti, Diego Furia – manterremo i nostri impegni seguendo gli associati attraverso la consulenza del Centro Studi Vini del Piemonte che con il laboratorio di San Damiano d’Asti verifica l’attuazione dei protocolli produttivi da parte di ogni singola azienda viticola. Abbiamo già avuto nuove richieste di adesione e, comunque, grazie alle tre cantine nostre partner, possiamo garantire il ritiro delle uve».

Con le Barbera d’Asti, fanno parte del progetto Coldiretti anche altre varietà di uve sempre prodotte nell’Astigiano. Anche in questo caso i viticoltori devono attenersi scrupolosamente al protocollo di produzione delle uve e quindi garantire una qualità superiore alla media. «Il nostro obbiettivo – rileva Secondo Rabbione, responsabile del Centro Studi Vini del Piemonte – è la caratterizzazione della Barbera d’Asti garantendo un’alta qualità del prodotto, seppure nelle tante specificità con cui ogni produttore può connotare la sua Barbera d’Asti.  Questo è un vino incredibilmente versatile e che sul nostro territorio sa esprimersi al meglio. Con un’attenta gestione del vigneto e della trasformazione delle uve si possono avere grandi soddisfazioni». In pratica, con il progetto Barbera Amica, Coldiretti ha contribuito e intende continuare a contribuire nella valorizzazione del lavoro del viticoltore e quindi del vignaiolo, con la consapevolezza che il valore delle uve, e quindi del suo territorio, sono proporzionali alla loro qualità ottenuta sul campo. «In questi anni – sottolinea Luigi Franco, vice direttore Coldiretti Asti –, il Barbera Amica è anche stato una sorta di paracadute rispetto ad eventuali speculazioni e oscillazioni dei prezzi di mercato di cui tutti hanno usufruito. A giorni, Terre di Qualità liquiderà agli aderenti l’ultimo acconto delle uve per procedere poi con il saldo entro fine anno».

«Ovviamente il decennale del Barbera Amica – rileva il presidente di Terre di Qualità, Roberto Cabiale, viticoltore di Moncalvo – non è un traguardo, ma un passaggio sulla strada dell’alta qualità per rendere sempre più apprezzato e valorizzato il prodotto principale dell’economia provinciale. Tutto questo implica ovviamente un notevole sforzo organizzativo perché dialoghiamo con tanti piccoli produttori e quindi tante piccole partite di uve. Ma questa è anche la forza del Barbera Amica, ossia la possibilità di destinare il prodotto a seconda della diversa qualità, dal vigneto fino al bicchiere».

«Possiamo affermare senza ombra di smentite – conclude Furia – che la qualità paga sempre, infatti anche l’annata 2020 della Barbera d’Asti, nonostante il lockdown e non poche problematiche ad esso collegate, ha comunque raggiunto e soddisfatto i consumatori, registrando anche un leggero incremento nei consumi. Dopo tante preoccupazioni e tribolazioni si prospetta quindi un 2021 promettente che siamo sicuri non deluderà le premesse sulla scia del decennale del nostro Barbera Amica».

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