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“Basta Consigli comunali on line”: l’opposizione diserta la riunione e sceglie l’Aventino

I consiglieri di minoranza chiedono al sindaco di trovare soluzioni alternative per discutere le pratiche in presenza: "Il tempo delle sedute sul web è finito"

Asti: l’opposizione in Consiglio comunale dice basta alle riunioni on line e diserta l’assemblea che era stata convocata per le 19.30. Scatta l’Aventino ad oltranza

Basta Consigli comunali on line, basta riunioni a scatti, faticosamente portate avanti su smartphone o computer attraverso collegamenti a singhiozzo, basta lavorare da remoto senza vedere in faccia gli altri interlocutori. Ad Asti i consiglieri comunali di minoranza hanno disertato il Consiglio di questa sera, convocato on line alle 19.30, e hanno scelto l’Aventino per una protesta clamorosa senza precedenti.

Anziché collegarsi alla piattaforma digitale per la seduta “leggera” nella quale si sarebbero discusse mozioni e interpellanze depositate proprio dall’opposizione, i consiglieri hanno dato appuntamento ai giornalisti sotto il Municipio per spiegare i motivi del gesto.

Mario Malandrone, Angela Quaglia, Massimo Cerruti, Mauro Bosia, Michele Anselmo e Maria Ferlisi (assente Angela Motta, ma anch’essa unita alla protesta) hanno dato il là ad una “rivolta” contro i metodi adottati dalla maggioranza e dal sindaco Maurizio Rasero.

“Asti è l’unico capoluogo del Piemonte a continuare le sedute on line”

“I Consigli on line andavano bene durante i primi mesi dell’emergenza sanitaria, ma oggi Asti è l’unico comune capoluogo del Piemonte a non aver ripreso le sedute in presenza – lamentano i consiglieri – Il Consiglio provinciale già si è riunito dal vivo, e anche quello Regionale. Basta trovare uno spazio idoneo e anche noi potremmo riprendere i Consigli dal vivo. Perché non convocarci all’Università? O nella stessa Provincia? Oppure perché non farlo il piazza San Secondo, come avvenne per il primo Consiglio?”

“La nostra non è una protesta contro qualcuno, – spiega Angela Quaglia (CambiAMO Asti) – ma un atto di responsabilità verso qualcosa: il diritto ad esercitare pienamente il nostro mandato di consiglieri comunali, partecipare attivamente alla vita amministrativa, in virtù della delega avuta dai cittadini, all’approfondimento delle pratiche e al momento delle decisioni. Non ci piacciono le distanze, soprattutto quando non ce n’è la necessità: il sindaco spieghi quali sono le condizioni sanitarie che impediscono al Consiglio comunale di riunirsi in presenza”.

Michele Anselmo (Uniti si può) ha ricordato che “negli ultimi cinque Consigli non è stata data la possibilità di discutere le interrogazioni” e in una nota diffusa poche ore prima dell’Aventino ha anche evidenziato che la querelle “ha permesso di vedere che in maggioranza danno segni di vita”. “Dopo tre anni sonnacchiosi (per usare un eufemismo, perché in realtà lo stato era più tendente al comatoso) la maggioranza in Consiglio comunale ha dato un segno di vita – commenta il consigliere Anselmo – È stato un piacere in questi giorni leggere così tanti interventi di consiglieri, che nei tre anni passati raramente ho sentito intervenire durante le sedute con proposte concrete e confrontarsi sui temi importanti per la città (ed è sotto gli occhi di tutti lo stato in cui versa). Che poi i vari interventi siano tutti fuori tema, a partire da quello del sindaco, è un altro discorso, che tra l’altro non mi stupisce più di tanto. I Consigli, effettuati in modalità telematica, si sono svolti il 2 aprile (oggettivamente in un periodo difficile), il 27/28 aprile (situazione migliorata), 14 maggio, 29 giugno e 27 luglio”.

Per Maria Ferlisi (PD) “la vita è ricominciata e rispettando le regole sanitarie si può continuare a vivere normalmente. La nostra paura è che al sindaco dia fastidio il normale svolgimento dei lavori in presenza e stia prolungando ad oltranza questa modalità. Ma adesso diciamo basta”.

Il consigliere Massimo Cerruti (M5S) ha invece evidenziato che “non si tratta di un capriccio per rallentare l’opera del sindaco, già di per sé lentissima: siamo i primi a parlare di sicurezza, ma il sindaco se ne approfitta”.

“L’archivio video dei Consigli è un pasticcio”

Così anche Mario Malandrone (Ambiente Asti) ha contestato la decisione di continuare le convocazioni on line, ma ha anche ricordato che altre riunioni, anche molto importanti per le sorti della città, “sono state fatte in presenza”. “Segnalo inoltre la scarsa fruibilità del canale Youtube dove in teoria ci dovrebbe essere l’archivio video dei Consigli comunali, oggettivamente con una qualità davvero scadente, ma sono tutti mescolati a decine di video dove comparare Rasero ovunque. Invito l’amministrazione a vedere gli archivi video di altri Comuni, anche piccoli, e attivarsi di conseguenza”.

Mauro Bosia (Uniti si può) ha lamentato, invece, “la pochezza della risposte alle interpellanze scritte: sì, no, stiamo valutando”, ma in generale c’è chi ha chiamato in causa il presidente del Consiglio Boccia accusandolo di non fare bene il suo lavoro. “Il presidente Boccia è stato silente durante tutti questi mesi, ma anche negli anni precedenti – aggiunge la consigliera Quaglia – e in qualità di presidente avrebbe dovuto ascoltare la minoranza e favorire la buona riuscita del Consiglio dato che è pagato per questo”.

I consiglieri hanno annunciato di non voler più discutere on line, ma dal vivo, “anche per vedere le facce di quelle persone che quando parleremo della Fondazione Asti Musei – evidenza Quaglia – ci diranno che va tutto bene, ma non è affatto così”.

“Ovviamente la minoranza in Consiglio ha utilizzato altre modalità per ottenere risposte a domande che noi crediamo, convintamente, di importanza vitale per la nostra città: – ricorda Anselmo – l’utilizzo delle interpellanze a risposta scritta. Ma anche in questo caso il comportamento della maggioranza è stato alquanto deplorevole: basti pensare alla interrogazione presentata in data 28/04 sul numero di contagi Covid presso il personale sanitario ospedaliero e degli ospiti e operatori nelle RSA. La nota fornita dall’ASL al sindaco porta data 08/05, l’inoltro ai consiglieri comunali è avvenuto solo il 28/05 (termine ultimo per la risposta): nonostante un tema così importante, taciuto per tutto il periodo Covid, la risposta è stata tenuta ferma in un cassetto per oltre 20 giorni, una cosa davvero vergognosa e di scarsissimo rispetto verso i cittadini”.

In definitiva i consiglieri di minoranza hanno lanciato un messaggio inequivocabile: “Rasero si metta in testa che la democrazia ha costi e regole e che non possiamo più accontentarci di fissare un telefonino al posto di partecipare a un Consiglio comunale”.

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