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Il caso

Benito Mussolini non è più cittadino onorario di Asti

La cittadinanza gli era stata conferita il 24 maggio 1924 – Lunedì sera la pratica sarà portata in Consiglio comunale

È con una delibera di giunta, votata all’unanimità (assente l’assessore Marcello Coppo di FdI) che l’amministrazione Rasero ha approvato, questa mattina, la revoca della cittadinanza onoraria di Asti a Benito Mussolini.

Una decisione presa dopo la votazione, giovedì sera in un acceso Consiglio comunale, di un ordine del giorno che dava mandato al sindaco di «verificare la presenza di onorificenze conferite dalla Città di Asti a persone che siano state organiche a regimi definibili dittatoriali e totalitaristici, così come individuati dalla risoluzione del Parlamento Europeo, o che si siano macchiati di crimini definibili “contro l’umanità” e, di conseguenza, a procedere alla revoca di tali riconoscimenti nei modi consentiti dalla legge».

Questa mattina, durante la Giunta, il sindaco ha portato sul tavolo la revoca della cittadinanza che fu concessa al Duce il 24 maggio 1924.

«L’amministrazione comunale, considerato che detta proclamazione si pone in contrasto con i principi e i valori della Costituzione repubblicana – si legge nell’atto – ritiene pertanto di procedere alla revoca di tale proclamazione sulla scorsa dei principi evidenziati nel summenzionato ordine del giorno e in attuazione del punto 4 dello stesso demandando agli uffici competenti la verifica circa la presenza di ulteriori, analoghi atti da sottoporre all’attenzione del Consiglio».

La delibera sarà portata in Consiglio comunale lunedì sera per il via libera dell’assemblea. L’intenzione è di ottenere il parere favorevole anche dei consiglieri di minoranza, ancora sul piede di guerra dopo la bocciatura, giovedì, di un primo ordine del giorno, presentato da loro, che chiedeva proprio la revoca della cittadinanza onoraria astigiana al capo del Fascismo.

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