Bike sharing al palo, il Comune pensaa contributi per chi acquista una bici
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Bike sharing al palo, il Comune pensa
a contributi per chi acquista una bici

Sul sito Bicincitta.com il servizio di bike sharing (quello delle biciclette gialle, per intenderci) viene ancora segnalato come pienamente attivo con le sue 40 biciclette dislocate nelle rastrelliere

Sul sito Bicincitta.com il servizio di bike sharing (quello delle biciclette gialle, per intenderci) viene ancora segnalato come pienamente attivo con le sue 40 biciclette dislocate nelle rastrelliere tra le piazze Torino, Alfieri, I maggio e davanti alla stazione ferroviaria ma, in realtà, di quelle biciclette si è perso quasi il ricordo e probabilmente il bike sharing non riuscirà a partire neanche in estate. Costi alti (il Comune investiva 10.000 euro per 3 mesi di servizio), pochi utenti (circa un’ottantina quelli attivi) e rastrelliere dislocate in posti non del tutto adatti al noleggio sono alcune delle cause che hanno decretato il flop del bike sharing, almeno secondo le intenzioni originali. «Dobbiamo sensibilizzare gli astigiani all’uso della bicicletta e solo allora sarà possibile, eventualmente, riattivare un servizio di bike sharing tradizionale» commenta il consigliere del PD Clemente Elis Aceto che, insieme all’ex assessore all’Ambiente Alberto Pasta (oggi sostituito con l’assessore Bagnadentro), ha seguito l’iter di un progetto alternativo.

L’idea è ancora in fase embrionale ma prevede il coinvolgimento di alcuni negozi di bici al posto dell’attuale gestore del servizio. Il Comune darebbe a queste rivendite le biciclette gialle (oggi di sua proprietà) affinché vengano noleggiate secondo un criterio concordato e “saltando” le rastrelliere elettroniche sparse in città. L’Ente offrirebbe anche un contributo economico ai privati per l’acquisto di una nuova bici nelle rivendite coinvolte dall’iniziativa. «Il contributo, in una misura ancora da definire, verrebbe riconosciuto per l’acquisto di biciclette del valore, ad esempio di 150 o 300 euro – puntualizza Aceto – Se invece non si potesse fare il noleggio tramite questi negozi si potrebbe creare una sorta di deposito comunale per conservarle e darle in comodato d’uso a turisti che ne facessero richiesta».

Tutte idee utili per rilanciare un servizio interessante, quello del bike sharing, purtroppo non ancora supportato da adeguate piste ciclabili che aiutino a diffonderne l’utilizzo da parte dei cittadini. «Nel bilancio di previsione c’è una scheda che prevede l’acquisto di rastrelliere tradizionali proprio per incentivare l’uso della bicicletta tra i cittadini – commenta l’ex assessore all’Ambiente Alberto Pasta – Spero che con l’approvazione del Bilancio questi stanziamenti, decisi dal mio assessorato, vengano confermati». E le rastrelliere elettroniche? Saranno probabilmente smontate perché oggi, come nel caso di piazza Torino, sono solo dei totem alle buone intenzioni davanti ai quali vengono parcheggiate auto e moto o gettati rifiuti di ogni genere.

Riccardo Santagati

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