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Bilancio approvato, ma la minoranza guarda al TAR

Poco prima che la pratica di bilancio fosse approvata, la minoranza ha spiegato perché avrebbe votato contro

Approvato il bilancio degli aumenti

Ieri sera, lunedì, c’è stata la serata finale per l’approvazione delle singole pratiche che compongono l’ossatura del documento finanziario. Un bilancio molto contestato dalle forze di opposizione le quali, al di là delle critiche politiche sulle scelte operate dal sindaco e dall’assessore Berzano (assente durante le prime serate, ma presente ieri), hanno fortemente censurato l’atteggiamento tenuto dal primo cittadino considerandolo ostile ad ogni forma di confronto. Anche ieri, prima dell’inizio della seduta, le forze di minoranza hanno incontrato i giornalisti per spiegare quanto successo nelle discussioni della scorsa settimana durante le quali alcuni consiglieri dell’opposizione hanno deciso di ritirare gli emendamenti presentati in segno di protesta. Gli eletti del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle, di Ambiente Asti, di Uniti si può e CambiAMO Asti hanno incontrato gli organi di informazione per ribadire il loro no e la loro contrarietà ai metodi adottati dall’amministrazione e alle priorità dettate dal sindaco Rasero.

«Una spremuta generale di tutti i servizi»

«E’ un bilancio ragionieristico che ha trovato la strada più semplice: una spremuta generale di tutti i servizi nel tentativo di incassare qualcosa in più rispetto agli anni precedenti – commenta Angela Quaglia di CambiAMO Asti – Il fatto è che, così facendo, i cittadini non usufruiranno più di questi servizi e l’importo incassato potrebbe essere addirittura inferiore a quello dell’anno precedente. Ho ritirato tutti gli emendamenti presentati e che puntavano a intervenire su disabilità, manutenzione delle scuole, frazioni e CPIA, ma ho mantenuto quello per ripristinare in minima parte il progetto “Asti Città Amica” che permetterà ai gestori dei circoli, ubicati nei pressi delle aree verdi, di avere un contributo affinché i bambini, gli anziani e i turisti possano usufruire gratuitamente dei loro servizi igienici».

«Hanno agito d’impeto»

Anche Beppe Rovera (Ambiente Asti) ha ritirato tutti gli emendamenti davanti ad una loro sicura bocciatura. «Dai tagli al progetto di Vita Indipendente a quelli degli alberi sotto l’ospedale, questo bilancio dimostra che la maggioranza affronta ogni cosa nella logica dell’ordinaria amministrazione e agendo d’impeto. Chi ha fatto questo bilancio voleva far quadrare i conti, senza avere una visione della città, con atti da contabile come nel caso dei tagli da 4,5 milioni di euro ai servizi sociali. Per questo ho ritirato i miei emendamenti perché intanto mi avevano fatto capire che sarebbero stati troppo costosi».

«Troppo comodo farsi ricchi con i soldi degli astigiani»

«E’ troppo comodo farsi ricchi con i soldi degli astigiani – è il commento di Beppe Passarino (Uniti si può) che a sua volta ha ritirato, insieme a Michele Anselmo, gli emendamenti presentati compresi due su alcune manifestazioni sportive che sarebbero stati accolti – Sul bilancio sono state operate scelte politiche che non condividiamo; noi avremmo voluto incidere per cambiare gli stanziamenti sulla disabilità, per creare una sala musica, per creare un educatore di strada da mettere all’opera in piazza Statuto e zone limitrofe e per intervenire sulle sorti dell’Enofila di cui ancora non si conosce bene che fine farà».

«Avevamo ragione: non c’era nessun buco sui conti»

Angela Motta, Maria Ferlisi e Luciano Sardo Sutera (PD) non sono riusciti a far approvare gli emendamenti del gruppo «che avrebbero potuto mitigare, se non bloccare, gli aumenti delle tariffe». «Questa sera si conclude una presa di posizione dell’amministrazione che non ha ascoltato alcuna richiesta di non aumentare le tariffe di parcheggi, mense, autobus e di non mettere mano nelle tasche dei cittadini – commenta Angela Motta – Voteremo contro, ma siamo contenti che sia stata confermata la mancanza di buchi in bilancio lasciati dalla precedente amministrazione, che non esiste alcun predissesto dell’Ente e che l’uso degli oneri di urbanizzazione, dopo l’incasso degli stessi, sia stato previsto anche da Berzano nonostante avessero criticato la precedente amministrazione proprio su questa scelta».

Ora si guarda ad un possibile ricorso

Tutti i consiglieri di minoranza sono però d’accordo nel valutare un eventuale ricorso al TAR per quella che considerano essere una presunta violazione del Regolamento dove prevede cinque giorni di tempo dalla convocazione del Consiglio alla sua discussione. «Sulla pratica di bilancio questo tempo non è stato rispettato – concludono i consiglieri – quindi, da domani, valuteremo con i nostri legali se e come presentare il ricorso».

Riccardo Santagati

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