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Attualità
Eccellenze del territorio

Brumar, l’azienda “green” di successo

Bruno Scavino: «La nostra azienda è legata fortemente ad Asti e al Piemonte, è giovane e motivata a crescere e rinnovarsi costantemente. Lo sport è territorio, e i ragazzi rappresentano identità fortemente legate al nostro credo»

“Non cercare di diventare un uomo di successo ma piuttosto un uomo di valore”. Un claim noto per tratteggiare al meglio la figura di Bruno Scavino, figura di riferimento del marchio Brumar. Imprenditore e filantropo, capace di ricercare con costanza nuovi obiettivi dopo un traguardo raggiunto. In un 2020 segnato indelebilmente dalla pandemia e dalle annesse complessità legate alle attività commerciali, senza alcun dubbio la società di macchine da giardinaggio con sede in località Valgera ha dovuto rinnovare, valorizzare e modificare alcuni crismi fondamentali del suo “concept”, riuscendo sempre a mantenere standard di qualità e di resa di assoluto valore.
Proprio perchè la Brumar è una “creatura” del suo patron, come lo stesso Scavino ha la capacità di perseguire con costanza nuovi target, nel segno dei tempi che cambiano. Al centro del progetto c’è quello dell’ecosostenibilità, per un’azienda sempre più “green”: sia per i prodotti (con la linea di punta a batteria EGO l’obiettivo è quello di portare entro il 2025 la batteria come fonte principale di alimentazione per gli utensili da giardinaggio), sia per il packaging (attraverso linee di plastic-free per imballaggi a marchio Brumar, sia dei ricambi, che dell’assistenza tecnica e dell’officina sono tutti certificati FSC con materiale biodegradabile proveniente da boschi che appartengono a programmi di riforestazione certificata), ma anche per le strutture.
Bruno, una bella sfida quella dell’ecosostenibilità, che siete indirizzati a vincere…
«La nostra challenge entro il 2025 è quella, con il marchio EGO, di effettuare una drastica riduzione di tutti quei fattori che possono comportare un impatto ambientale negativo. “It’s time to change”, recita il nostro claim, in cui crediamo fortemente. I target verosimili sono sicuramente la riduzione dell’impatto ambientale e dell’utilizzo delle miscele».
Traguardi possibili grazie a un marchio come il vostro, che è sinonimo di eccellenza nel giardinaggio…
«Il marchio Brumar si sta costantemente potenziando, e siamo tra le aziende più riconoscibili a livello globale. È nostro orgoglio sottolineare come EGO rappresenti, per qualità/prezzo/potenza/peso la batteria migliore a livello di performance. Un sistema brevettato che ci pone tra le eccellenze in questo ambito».
Una sede principale in località Valgera fresca di restyling con l’installazione di un impianto fotovoltaico che permette di generare energia pulita, il settore macchine di Quarto con le sue vetrofanie che richiamano il nostro territorio e le colline, patrimonio dell’Unesco. Brumar è un marchio globale, ma quanto è importante il legame con il territorio?
«Ho voluto dare integrazione al territorio attraverso l’immagine delle nostre location, le vetrofanie di Quarto riportano le colline, il nostro marchio Maori da me creato è qualcosa a cui tengo moltissimo. Anche la sede è stata studiata con colori che si integrino al meglio con il paesaggio».
Brumar è attività imprenditoriale ma anche sport…
«La nostra azienda è legata fortemente ad Asti e al Piemonte, è giovane e motivata a crescere e rinnovarsi costantemente. Lo sport è territorio, e i ragazzi rappresentano identità fortemente legate al nostro credo. Siamo partner di molte discipline, come il calcio, con il Canelli SDS 1922, il calcio a 5, con l’Orange Futsal, e la pallavolo, con la PlayAsti».
La Brumar è nata quasi 30 anni fa: se si guarda indietro qual è il grande merito di Bruno Scavino nella crescita dell’azienda?
«La passione, il non sentirmi mai arrivato. Ad ogni traguardo raggiunto è sempre seguita la ricerca di nuovi obiettivi, a mio avviso sono le idee che portano il denaro e non viceversa. Il lavoro e la vita sono determinati dagli obiettivi, il mio non è la ricchezza ma il raggiungimento di nuovi traguardi. Se penso al passato, il sacrificio, la determinazione sono state armi preziose, ma anche il rischio. Ricordo quando investimmo 500 mila euro per acquistare la prima macchina per filo da decespugliatori, fu una vera scommessa sul futuro. Ora l’AGP di Villafranca, grazie a quell’intuizione, conta 35 dipendenti ed è subissata di ordini. Credo molto nella produzione, non ho più l’età per dedicarmi a quel settore ma a mio avviso è un’opportunità da perseguire».
Penso a lei e mi viene in mente un altro grande imprenditore astigiano, Claudio Giovannone. Un mecenate dello sport…
«Entrambi abbiamo investito tanto nello sport, lui ha saputo raggiungere traguardi che nessuno ha tagliato negli ultimi anni e nutro grande stima per il suo operato. La decisione di diventare sponsor dell’Orange è perché, come lui, credo fortemente nei giovani e nei progetti che cercano di dar loro opportunità a livello sportivo e di vita».
Brumar e Scavino non si fermano mai, cercano costantemente nuovi target: quale può essere quello per il 2021?
«A livello sportivo vorrei vedere una squadra astigiana di calcio a 11 in Serie D. Per quel che riguarda l’Azienda mi piacerebbe confermare il fatturato del 2020, un’annata molto positiva per noi».

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