La Nuova Provincia > Attualità > “Bugia nen”: è boom di negozi astigiani che portano la spesa a casa
Attualità -

“Bugia nen”: è boom di negozi astigiani che portano la spesa a casa

Aumentano i negozi e le attività di Asti che portano la spesa a casa: ecco quali sono

Emergenza Covid-19: sul sito del Comune i negozi che portano a casa la spesa

Bisogna rimanere a casa. Gli acquisti per le necessità del vivere possono ovviamente essere fatti ed è anche possibile recarsi negli esercizi in cui non è stata disposta la chiusura, rispettando le norme di sicurezza come la distanza di almeno 1 metro e la disinfezione.

Esiste però una modalità di acquisto che evita di doversi recare fisicamente al luogo di acquisto e che è consentita per tutti i prodotti e le attività di compravendita merce essendo previsto nell’allegato 1 del DPCM del 11 marzo 2020, ovvero la vendita a domicilio. Può essere svolta dagli esercenti e artigiani che vendono generi alimentari (ad esempio bar, ristoranti, pizzerie, gelaterie, piadinerie, pizzerie da asporto, panetterie, negozi alimentari di vicinato etc.) senza ulteriore attività burocratica se limitata al periodo emergenziale, così come si evince dalla nota della Regione Piemonte del 12.03.2020 e dalla risposta dell’unità di crisi della Regione Piemonte del 13.03.2020.

Si deve precisare comunque che: l’attività in oggetto è consentita senza che siano necessarie specifiche comunicazioni; è responsabilità dell’operatore del settore alimentare adottare le misure necessarie ad assicurare il rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto; è altresì responsabilità dell’operatore assicurare il rispetto delle misure di prevenzione del Coronavirus nella fase di consegna dei pasti al domicilio del consumatore.

Per quanto riguarda la vendita a domicilio per generi non alimentari, questa può essere effettuata ma, in mancanza di specificazioni che potrebbero arrivare, è meglio presentare una SCIA con allegata Scheda Anagrafica al Comune di competenza (possono essere firmate o digitalmente o normalmente a biro ma in questo caso serve allegare la carta di identità del firmatario), nel caso del Comune di Asti a protocollo.comuneasti@pec.it. Una volta inviata la pec si è in regola. Meglio ovviamente avere la stampa della SCIA con scheda anagrafica e dell’invio della stessa in caso di controlli.

Ecco i negozi già operativi ad Asti

L’assessorato al commercio, su indicazione del vice sindaco Marcello Coppo, ha dato disposizione di creare una pagina sul sito internet del Comune di Asti per inserire l’elenco degli esercenti che rendono tale servizio.

“E’ un momento difficile per tutti e in special modo per le partite iva di cui faccio parte, non dobbiamo lasciarci sopraffare dalla rassegnazione e quello che potrà fare il Comune lo farà – commenta Coppo – Usare questo periodo per fare promozione dell’attività sui canali social, pubblicare foto e video dei propri servizi, creare delle mailing list o gruppi o pagine dedicate può essere un modo di occupare il tempo in modo che sia poco o tanto utile per concentrarsi sul futuro” 

Il sindaco Maurizio Rasero, nel complimentarsi con il vicesindaco per l’attenzione verso le partite iva che saranno fondamentali nel momento della ripartenza e per il ritorno alla normalità, e sottolineando che questo non è il primo e non sarà l’ultimo intervento dell’amministrazione comunale, comunica che “al fine di essere inseriti nell’elenco, le attività interessate possono comunicare alla seguente email p.pozzebon@comune.asti.it e nell’ordine: Ragione sociale, merceologia e/o servizi resi, numero di telefono, email, eventuali pagine social ed eventuale sito internet dell’attività”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articolo precedente
Articolo precedente